
Recensione di: Marcuzzo M.C. (2024), Economic Theories, Protagonists and Facts. Collected Essays in the History of Economic Thought, Basingstoke: Palgrave Macmillan, pp. 333, ISBN: 9783031639487.
La diffusione delle tecnologie digitali sta trasformando il settore dei pagamenti, con cambiamenti accelerati dalla pandemia di COVID-19. Negli ultimi vent’anni, l’infrastruttura europea dei pagamenti ha visto un significativo calo dell’uso del contante e una crescente digitalizzazione delle banche al dettaglio, accompagnata una riduzione degli sportelli bancari, con impatti rilevanti sull’accesso ai servizi finanziari. In tale contesto, le competenze finanziaria e digitai sono cruciali per garantire l’inclusione. Tuttavia, la transizione verso una società “cashless” è disomogenea riflettendo differenze culturali e strutturali che influenzano le scelte individuali e le possibilità di accesso. Ciò impone strategie integrate per rafforzare le competenze e favorire un’adozione consapevole e inclusiva dei pagamenti digitali.
Sin dai tempi di Adam Smith, il dibattito sullo sviluppo economico ha prodotto riflessioni significative. Tuttavia, dagli anni Ottanta, con l’avvento degli aggiustamenti strutturali, ha prevalso un paradigma di sviluppo neoliberista promosso dal Washington Consensus. Imposte ai paesi del Sud Globale, queste politiche hanno causato deindustrializzazione, riduzione del PIL pro-capite e perdita di sovranità economica. In risposta, la Cina ha seguito un percorso alternativo: il Beijing Consensus, fondato su una strategia graduale, pianificata e autonoma di industrializzazione e innovazione. Evitando liberalizzazioni rapide e privatizzazioni indiscriminate, ha raggiunto una crescita media superiore al 5% per oltre quarant’anni, superando gli Stati Uniti in termini di PIL a parità di potere d’acquisto. L’articolo analizza il ruolo dello stato e dell’Accademia Cinese delle Scienze nella pianificazione dello sviluppo tecnologico ed economico. L’analisi mette in discussione le previsioni negative della letteratura economica occidentale e offre spunti cruciali per ripensare le politiche di sviluppo nei paesi del Sud Globale.
Il lavoro analizza le variazioni e la composizione del portafoglio delle esposizioni sovrane delle principali banche italiane con riferimento a più aspetti: alla dimensione e all’incidenza complessiva in bilancio, alla ripartizione geografica, ai criteri di iscrizione e valutazione adottati. Ciò attraverso l’osservazione dei dati compresi nel periodo che va dal 2018 al 2024, caratterizzato da eventi che hanno impattato significativamente sui fabbisogni finanziari dello Stato e sulle scelte strategiche delle banche. L’osservazione dei dati consente nuove riflessioni e considerazioni critiche sul legame tra banche e sovrani, tenendo sempre presente la stretta relazione tra economia reale, debito pubblico e funzionamento del sistema bancario.
Partendo dall’Accordo del Plaza, che nel 1985 si propose di regolare il funzionamento del dollar standard, il sistema monetario internazionale ha vissuto una serie di evoluzioni seguite al crollo dell’URSS, allo sviluppo della globalizzazione, culminata nella nascita del WTO e nella crescita della Cina, e all’inversione protezionistica della politica statunitense delle relazioni internazionali. La crescita abnorme della finanza è sfociata nella crisi mondiale del 2008, aprendo la strada all’affermarsi dei Bitcoin, la moneta virtuale privata, seguita da molte cryptocurrency, che il mercato ha gradito, inducendo le autorità a legittimarne l’esistenza, fino alla dichiarazione dell’Amministrazione Trump del marzo 2025 che ha gettato le basi per una profonda modifica del regime monetario internazionale dal dollar al crypto standard.
Nel Rapporto Draghi, pubblicato nel settembre 2024, viene analizzato il difficile momento economico dell’Unione Europea. Anche se non si occupa direttamente delle banche e della finanza, il Rapporto presenta proposte ambiziose per rilanciare la competitività europea che richiederanno investimenti di almeno 800 miliardi di euro l’anno per un quinquennio, ponendo con ciò la necessità di una piena mobilitazione della finanza pubblica e dei risparmi privati. In questo articolo cercheremo di far emergere le logiche che animano il Rapporto Draghi, esaminando come analizza sia il tema dei mercati finanziari sia i necessari sviluppi del sistema bancario europeo, che il Rapporto propone di sviluppare verso il modello americano, anziché approfondire una possibile alternativa anche in relazione conflittuale verso quel modello, per garantire il futuro dell’Unione.
Questo lavoro critica l’idea che le difficoltà degli Stati Uniti nel mantenere la propria politica di potenza derivino dal loro status di paese debitore verso l’estero, specialmente verso la Cina. Invece, sottolinea il ruolo degli USA come potenza creditizia che fonda la propria egemonia internazionale sull’espansione di debitori interni ed esteri, e che oggi si trova minacciata dalla crescita di un circuito finanziario rivale guidato dalla Cina. L’interpretazione degli USA come mero debitore, a giudizio dell’autore, si basa su posizioni teoriche che non fanno pienamente tesoro degli studi sull’endogeneità della moneta. Il lavoro si chiude con una controreplica a Brancaccio e Lucarelli (2024) riguardo al debito estero statunitense.
Il lavoro esamina l’evoluzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) nell’arco di cinquanta anni. Descrive il mutamento della progressività, inizialmente basato sulla struttura degli scaglioni, mentre attualmente è prevalente il ruolo delle detrazioni decrescenti, che creano una elasticità eccessiva per la maggior parte dei redditi. Inoltre nel tempo molti redditi che inizialmente entravano nell’IRPEF sono stati progressivamente esclusi. L’imposta necessita di una profonda revisione; le proposte presentate si basano sul sistema duale, in cui i redditi da lavoro e quelli da capitale vengono inseriti in due imposte differenti. Si propone anche di adottare un’imposta con aliquota media e marginale continua.
I sistemi economici regionali europei sono realtà economiche e sociali poco omogenee. Le regioni italiane sono tra le regioni europee quelle che hanno sofferto di più le politiche economiche sottese all’introduzione dell’euro in termini di investimenti, ricerca e sviluppo, qualità della spesa pubblica, specializzazione produttiva e livelli salariali rispetto alla media europea. Il differenziale di crescita delle variabili considerate delle regioni italiane rispetto a quelle europee è legato alla struttura e alla specializzazione produttiva. Inoltre, la frammentazione della spesa pubblica su più livelli istituzionali, senza un adeguato coordinamento, non permette di affrontare i nodi di struttura delle regioni italiane. Emerge quindi un chiaro bisogno di governo e pianificazione della spesa pubblica dentro le regioni italiane e di una strumentazione adeguata a combinare efficacemente strumenti-obiettivi.
Recensione a: Bellofiore R. (2024), La passione della ragione. Scienza economica e teoria critica in Claudio Napoleoni, Milano: Mimesis, pp. 586, ISBN: 9791222313948.
Il presente lavoro esamina l’impatto dell’introduzione delle valute digitali delle banche centrali (central bank digital currency, CBDC) sul sistema finanziario e monetario, con particolare attenzione al rischio di disintermediazione bancaria e al mantenimento del ruolo cruciale delle banche commerciali. Attraverso un’analisi teorica ancorata alla prospettiva della teoria della moneta endogena, il paper esplora le dinamiche di trasmigrazione dei depositi verso la CBDC e le implicazioni per la creazione di moneta. Viene enfatizzata l’importanza della progettazione architettonica della CBDC nel mitigare gli effetti sulla stabilità finanziaria e nel preservare l’equilibrio tra banca centrale e intermediari privati. Lo studio propone che, pur in presenza di un sistema che contempli l’uso della CBDC, le banche commerciali rimangano fondamentali per il sostegno all’economia reale, ponendo un forte accento sulla complementarità tra gli attori coinvolti.
La crisi finanziaria del 2007-2008 ha segnato una svolta cruciale per il sistema monetario globale, rivelando fragilità strutturali in un’architettura dominata dalla cooperazione tra banche centrali e istituzioni bancarie private. La conseguente perdita di fiducia ha stimolato una nuova era di innovazione monetaria, con l’emergere di sistemi decentralizzati basati su criptovalute come Bitcoin. Tuttavia, la sfida più diretta all’ordine esistente è stata lanciata con il progetto Libra, che mirava a creare una “valuta globale” sfruttando l’enorme base utenti di Facebook. L’intensificazione degli sforzi per sviluppare le central bank digital currencies (CBDC) rappresenta un tentativo strategico di preservare la sovranità monetaria e garantire la stabilità finanziaria. La recente rielezione del presidente Trump rimette in discussione il ruolo futuro dei mercati dei crypto-asset e delle CBDC.
Recensione di: Gabriele A. (2024), L’economia cinese contemporanea. Imprese, industria e innovazione da Deng a Xi, Reggio Emilia: Diarkos, pp. 288, ISBN: 9788836163687.
Uno dei temi più discussi degli ultimi tempi riguarda sicuramente la possibilità, per il banchiere centrale, di introdurre una sua valuta digitale, ossia una c.d. central bank digital currency (CBDC). Mentre infatti l’Unione Europea sta portando avanti il progetto relativo all’Euro digitale, negli Usa, il neo-eletto presidente Trump ha non solo recentemente firmato un ordine esecutivo con cui ha vietato a tutte le agenzie americane di intraprendere qualsiasi azione tesa a creare, emettere o promuovere CBDC all’interno della giurisdizione degli Stati Uniti o all’estero, ma ha anche dato l’incarico di creare un gruppo di lavoro sulle criptovalute, che avrà non solo il compito di proporre una regolazione per il settore, ma altresì quello di valutare l’opportunità di istituire una riserva nazionale di questa tipologia di asset.
Questo studio esamina il rapporto tra finanza decentralizzata (DeFi), rappresentata dalle token offerings, e finanza tradizionale. Le token offerings sono un mezzo di finanziamento diretto peer-to-peer che consente alle aziende, in particolare startup tecnologiche, di raccogliere fondi in cambio di token crittografici negoziabili pubblicamente. L’analisi si basa su 241 aziende che hanno emesso utility e security tokens tra il 2017 e il 2021. I risultati indicano che solo l’importo raccolto attraverso i security tokens aumenta la probabilità di ottenere successivi investimenti da parte di investitori tradizionali. La presenza di brevetti favorisce l’accesso a finanziamenti futuri, mentre non emergono evidenze significative riguardo all’attenzione al tema della sostenibilità ambientale da parte dell’azienda. Questi risultati empirici suggeriscono che l’emissione di security tokens viene percepita dagli investitori istituzionali come un segnale reputazionale. Al contrario, l’utilizzo di utility tokens sembra rispondere a obiettivi che vanno oltre il semplice accesso a nuove forme di capitale.
Recensione di: Reinert K.A. (2023), The Lure of Economic Nationalism: Beyond Zero Sum, London: Anthem Press, pp. 230, ISBN: 9781839982217.
In questo volume sono raccolti vari contributi che esaminano il fenomeno delle criptovalute nel contesto più ampio della trasformazione del sistema monetario e finanziario. Per comprendere appieno questo fenomeno, è necessario un approccio interdisciplinare che consideri gli aspetti economici, giuridici e tecnologici, nonché le diverse tipologie di criptovalute, da quelle private di prima e seconda generazione a quelle pubbliche emesse dalle banche centrali.
L’articolo analizza l’evoluzione delle criptovalute negli anni successivi alla crisi finanziaria del 2007-2008, focalizzandosi sul loro potenziale ruolo come alternativa al sistema monetario tradizionale e sul crescente interesse da esse suscitato nelle autorità regolatorie. A dispetto della visione da cui erano originariamente animate, le criptovalute – a partire dal Bitcoin – si comportano ormai come degli asset altamente speculativi. Gli autori si concentrano sui limiti e sulle potenzialità delle criptovalute e sugli sforzi effettuati in vista di una loro possibile regolazione, soffermandosi in particolare sul fenomeno delle stablecoins e sulla creazione di monete digitali direttamente emesse da parte delle banche centrali (CBDC). Affinché le criptovalute possano fungere da valida alternativa alla moneta ufficiale e mettere così in atto il loro grande potenziale trasformativo, è necessario un complesso processo di istituzionalizzazione.
Nel maggio del 2004, si completava il più grande allargamento nella storia del processo d’integrazione europea con l’ingresso di dieci nuovi stati, la maggior parte dei quali erano paesi dell’Europa centro-orientale retti per quasi 45 anni da regimi comunisti. Il collasso politico ed economico dei paesi est-europei aveva spinto quelle nazioni a guardare alla costruzione europea per raggiungere il livello di benessere degli stati membri; e aveva costretto i paesi occidentali a farsi carico del bisogno di stabilità e sviluppo dell’Europa orientale, intravedendo nell’allargamento a est un’ulteriore opportunità di crescita. Il presente saggio ripercorre i passaggi fondamentali del processo di allargamento perfezionatosi nel 2004, alla luce della documentazione conservata presso l’Archivio storico dell’Unione Europea.
Nel corso dei decenni, due eventi cruciali hanno segnato profondamente la storia dell’Unione Europea: l’introduzione dell’euro nel 1999 e l’allargamento verso est iniziato nel 1995. Oggi, a venticinque anni dall’introduzione della moneta unica e a trenta dall’inizio dell’allargamento, è utile esaminare come questi eventi abbiano plasmato l’Europa moderna, analizzando i loro successi e le loro sfide attraverso una lente critica e comparativa. Questi eventi non solo hanno segnato la storia dell’Unione Europea, ma hanno anche avuto un impatto profondo sulla geopolitica, sull’economia e sulle relazioni internazionali. Questo numero speciale si propone di esplorare e confrontare questi eventi, analizzando successi, sfide e implicazioni a lungo termine, basandosi su dati aggiornati e su una revisione critica della letteratura accademica in chiave interdisciplinare.