
This paper examines, with reference to the Italian market, the recent evolution of the average price, publication date, and sales concentration of Italian and foreign fiction books. Based on data published monthly by Il Giornale della Libreria using the NielsenIQ BookData, it is possible to obtain a timely and updated analysis of the 100 best-selling books in the main segments of the Italian book market. The analysis focuses on the Italian and foreign fiction segments, examining some of their characteristics from January 2022 to August 2025. Over the period examined, the average price of Italian and foreign fiction books remained virtually constant in nominal terms, albeit with some seasonal fluctuations. The average price of the 100 most-read foreign fiction books is slightly higher than that calculated for Italian fiction. Across both segments, the average age of the 100 best-selling books (calculated as the difference between the entry into the monthly ranking and the publication date) remains virtually constant over the period examined. Temporary age variations are also observed, with the average publication age decreasing in the last quarter of the year. The average age of foreign fiction books is higher than that of Italian fiction books. Finally, the concentration of sales does not reveal any significant pattern.
Il presente contributo si propone di rispondere a una domanda: quali sono i percorsi individuali che il lettore compie nell’ampliamento testuale e quali motivazioni spingono l’iperlettore all’iperlettura? E ancora: le motivazioni di lettura sono sovrapponibili a quelle dell’iperlettura? Trovare risposte esaustive sarebbe pretenzioso, in primis perché si tratta di questioni semantiche e costantemente progressive; in secundis perché non esiste un antecedente concettuale né fattuale dell’ipertesto digitale. Si potrebbe obiettare che la lettura è sempre stata aumentata per natura, nel senso post-strutturalista della semiosi illimitata dell’opera, ma la difficoltà definitoria permane e prevale perché l’opera aperta non è mai stata aperta come oggi. Il nucleo dell’indagine è l’analisi delle pratiche di lettura aumentata, ossia delle operazioni di arricchimento della lettura di un testo attraverso contenuti informativi d’approfondimento disponibili online. Alcuni focus group hanno consentito la raccolta di dati qualitativi, qui selezionati, riletti e analizzati sulla base dei cinque fattori individuati da Beatrice Eleuteri che costituiscono le motivazioni di lettura. Seguendo metodologicamente Eleuteri, si è tentata l’individuazione delle motivazioni della lettura aumentata.
Il contributo analizza il fenomeno ormai consolidato degli adattamenti dei grandi classici della letteratura nell’editoria per ragazzi, con l’obiettivo di renderli accessibili a un pubblico di giovanissimi. Tali riscritture, spesso pubblicate all’interno di collane, svolgono una duplice funzione: da un lato, promuovono l’accessibilità a opere di alto valore culturale, dall’altro rafforzano la credibilità e l’autorevolezza delle case editrici agli occhi di genitori e insegnanti. Il pubblico infantile, infatti, è profondamente cambiato nel corso degli anni, costringendo gli adattamenti ad aggiornare le proprie caratteristiche e adeguarsi alle esigenze cognitive ed emotive dei piccoli lettori di oggi. Sulla base dei dati AIE, il settore editoriale per ragazzi si conferma vivo e ricco di nuove proposte, ma deve confrontarsi con il crescente utilizzo di altre forme di intrattenimento, come i social media, piattaforme di narrazione che offrono contenuti rapidi e immediati, spesso fruiti in misura massiva e immersiva. Le sfide derivanti dal cambiamento delle capacità di comprensione del testo e di concentrazione su attività riflessive hanno spinto gli editori a introdurre elementi grafici e paratestuali, come giochi, fumetti e illustrazioni, per rendere i testi più coinvolgenti e alleggerire lo stile e le tematiche. Gli autori, spesso scelti tra i principali nell’ambito della scrittura per ragazzi, cercano tuttavia di mantenere la fedeltà al testo nell’atmosfera e nel ritmo. Altri ri-scrittori, invece, si lasciano ispirare dalle opere originali per cimentarsi in retelling e spin-off, spesso destinati a un pubblico middle grade e young adult. L’origine di queste pratiche risale a tempi remoti, sebbene la distinzione tra letteratura per adulti e per l’infanzia abbia acquisito rilevanza solo a partire dal XX secolo, contesto in cui l’emergere di studi pedagogici e psicologici ha evidenziato la necessità di una produzione letteraria specificamente concepita per i bisogni dei giovani lettori. Già all’epoca presero il via progetti editoriali destinati a passare alla storia: esempio emblematico fu “La Scala d’Oro” di UTET, una collana enciclopedica nata negli anni Trenta che proponeva riscritture di classici, distinte per età dei lettori, complessità di testo e tematiche. Nello specifico, l’articolo presenta alcune collane attualmente in commercio. Tra queste, si citano i formati ridotti e colorati di Gallucci e Edizioni EL, la serializzazione delle “Grandi Parodie” Disney e dei classici di Geronimo Stilton, e le proposte inclusive come “I Classici con la CAA” di Erickson, pensate per lettori con bisogni speciali. Si può così affermare che gli adattamenti dei classici continuano a svolgere un ruolo fondamentale nell’avvicinare le nuove generazioni alla letteratura, con la speranza di creare lettori medio-forti in futuro.
Nonostante la loro lunga storia e la varietà di approcci che comprendono, l’Intelligenza Artificiale (IA) e l’Apprendimento Automatico (Machine Learning, ML) sono oggi divenuti, nel linguaggio comune, sinonimi di Large Language Models (LLMs) e Deep Learning. Queste due tecnologie rivoluzionarie sono recentemente divenute di larga diffusione, superando alcune barriere tecnologiche e sociali e mettendo l’AI a disposizione di tutti e rendendola familiare a tutti. Il loro successo e le loro prestazioni stanno portando molta gente a pensare che siano la soluzione definitiva per molti problemi, e che possiamo fidarci ciecamente dei loro responsi, anche quando sono in gioco valori importanti. Questo contributo inquadrerà queste tecnologie, e specialmente gli LLM, nella storia generale dell’AI, evidenziando le loro limitazioni, discutendo alcune questioni relative all’etica che essi pongono, e sostenendo la necessità di un atteggiamento più bilanciato nei loro confronti, al fine di poter trarre il massimo vantaggio dal loro uso, evitando allo stesso tempo i rischi che esse inevitabilmente comportano. Conoscerle meglio consentirà di decidere se, e sotto quali condizioni, si possa dargli le chiavi di casa in modo sicuro, o quando dovrebbero essere usati altri approcci di AI meno famosi ma più appropriati.
AI systems can now be helpful in pretty much every stage of the publishing value chain, the application use cases range from writing blurbs, the use for predictive pricing all the way “back” to the actual (co-)authoring of texts. This has analogies to the situation in the 1990s insofar, as early steps of digitization led to the irritating insight that elements that had been considered to be integral part of the essence of publishing (then e.g. printing on paper) were downgraded to contingencies. Thinking about this it becomes clear that the question what are the constitutive elements of publishing can already be asked concerning much earlier stages of book history, as will be shown with the help of a short introductory example. If algorithms can write texts, device marketing campaigns, etc., the current version of the question is: where, then, are humans (“in-the-loop”) still undispensable, what is the new core of publishing, how can the system of publishing be described in the age of AI? This contribution will feed the discussion on what AI does to publishing and particularly to a convincing concept of publishing by discussing various thoughts on the essence of publishing and by postulating an irreducible core of publishing – irreducible not least in the sense that tasks in this core cannot be accomplished by algorithms in the general case or in a sufficient quality, respectively. Based on this, the contribution will propose a conceptualization of the “humans-in-the-loop” workflows around this core we have to expect and already see.
Uno dei fenomeni che maggiormente ha influenzato l’opinione pubblica americana e non solo, e che possiamo ricondurre al più vasto fenomeno dell’underground press, è senz’altro quello che comunemente viene definito come GI Press. Ma di cosa parliamo quando ci riferiamo alla GI Press e cosa significa e da dove proviene la sigla GI? La GI Press è l’insieme dei periodici e altri prodotti a stampa realizzati quasi sempre in forma anonima e diffusi attraverso un sistema di distribuzione alternativo a quello mainstream, direttamente dai giovani americani in servizio militare durante il conflitto che vedeva opporsi il Vietnam agli Stati Uniti d’America. L’analisi di queste riviste che videro la loro maggiore diffusione proprio durante gli anni Sessanta e Settanta, ci permette oggi di sottolineare quanto le voci provenienti direttamente dal fronte, e più in generale l’intera produzione editoriale della controcultura, abbiano avuto la capacità di spostare gli equilibri politico-culturali all’interno del dibattito pubblico non solo statunitense.
Recensione a Sara Bignotti, Il senso del libro. Filosofia e linguaggi del marketing editoriale, Pisa: Edizioni ETS, 2021.
Nell'ambito di un percorso di ricerca che riguarda la distribuzione libraria nell'area delle librerie, ma anche delle biblioteche, l’analisi continua e procede sul prodotto fumetto, declinato nelle diverse forme, dai manga alla graphic novel. Questi ultimi hanno permesso al mercato del libro non solo di aumentare i propri fatturati, ma di raggiungere pure nuovi lettori, sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo, tanto che sono oggi presi in considerazione per valutare se un lettore possa essere considerato tale o meno. La produzione e la circolazione dei fumetti stanno coinvolgendo tutta la filiera, a partire dagli editori fino ai canali di approdo come le biblioteche, le quali, reduci dal periodo pandemico, hanno dovuto reinventare molti servizi, aggiornare le forme testuali e di linguaggio messe a disposizione degli utenti e forse il fumetto si è presentato uno strumento idoneo a ciò. Infatti, le biblioteche, quelle di pubblica lettura s’intende, hanno contribuito a implementare le proprie collezioni investendo appunto in nuove forme letterarie. Ci si vuole interrogare in che modo le biblioteche si rapportino nei confronti del mercato del fumetto che ha registrato forti valori di crescita. Solo con l'analisi del mercato, che sarà possibile grazie alla collaborazione di strutture quali Leggere s.r.l., si potrà tentare di dare delle risposte su quali e quanti editori entrino, ormai costantemente negli ultimi tre o quattro anni, nelle biblioteche con le loro produzioni destinate al fumetto.
Le donne nell’editoria del Novecento. Archivi, memorie, autorappresentazioni, a cura di Lodovica Braida e Irene Piazzoni. Milano: Ronzani, 2022
Recensione a: Luca Valenziano, Librai e lettori fra seduzione e alleanza. Attivazione emotiva e scambio empatico nella libreria fisica Genova, Erga, 2024
Con il 1° gennaio 2025 ha chiuso la rete rateale Einaudi, fondata da Giulio Einaudi nel dopoguerra per permettere a tutti di costruirsi una biblioteca personale. I ‘Punti Einaudi’, agenzie autorizzate alla vendita a rate, hanno cessato l’attività e, dove possibile, sono diventate librerie indipendenti mantenendo un legame con Mondadori, proprietaria di Einaudi. I clienti con contratti attivi hanno potuto versare le rate fino a giugno 2025, poi i pagamenti saranno gestiti direttamente dall’editore. La chiusura segna la fine di una tradizione unica nel panorama librario italiano, dovuta a cali di sottoscrittori, soprattutto giovani, e a problemi gestionali. Le agenzie, che offrivano un vasto catalogo Einaudi e un’esperienza culturale unica, perderanno il loro ruolo, trasformandosi in librerie più standardizzate per competere con le grandi catene online.
La Federazione degli Editori Europei (FEP) si occupa da quasi vent’anni di raccogliere, elaborare e pubblicare dati statistici sul mercato del libro e il settore editoriale in Europa. Si tratta di un compito essenziale per illustrare il contributo del settore alla cultura e all’economia europee e idealmente utile anche per misurare l’impatto di politiche e altre variabili esogene. La principale fonte di dati per la FEP è il questionario che sottopone annualmente ai propri membri. I risultati dell’indagine vengono analizzati e ove possibile integrati con altre fonti, soprattutto dati degli uffici nazionali di statistica. Ne risulta un quadro abbastanza chiaro e affidabile sul valore del mercato del libro in Europa nelle principali dimensioni: fatturato, titoli pubblicati. Vi sono però difficoltà significative, tanto in merito alla completezza e alla comparabilità delle informazioni fornite dalle associazioni nazionali, quanto all’utilizzabilità delle statistiche nazionali (e, di riflesso, di quelle fornite da Eurostat, l’ufficio statistico dell’UE). La FEP fa pertanto appello alle autorità competenti perché aumentino gli sforzi volti a migliorare la conoscenza del settore editoriale in Europa.
Forms of reading have changed many times over the centuries. Today, after the rise of the Internet and with the widespread diffusion of increasingly more affordable and sophisticated digital technologies, we are experiencing a new, radical change in the way we produce and consume written texts, which have in large part moved from the ‘physical’ world of paper to the ‘virtual’ world of digital screens. When the new digital technologies first appeared, the benefits they provided in terms of quantity and quality of information they conveyed in written, visual, audio, and video format spurred many policymakers and leaders in the fields of education and publishing to encourage a complete shift from the paper medium to the digital one. This choice, however, largely underestimated the impact that the reading medium has on the readers’ cognitive behaviours and even neurological structures. New studies have started to shed light on the different mechanisms underlying reading on paper and reading on screen, and their specific features. This paper aims at offering a review of the main lines of research concerning the differences between reading on paper and on screen, and what recommendations can be drawn for teachers and all those involved in the literacy education of the new generations, but also for contemporary readers, who have now the opportunity to access more information and stories and in more formats than ever, but can be disoriented by the variety of reading media, and uncertain about how to take the best out of it.Three will be the main focuses of the review: research interested in showing the different impacts of the reading media at the neurological level; research on the physical and haptic differences between reading on paper and reading on screen; and the results of some of the more comprehensive studies on the impacts of the reading media on comprehension and learning, especially for the young generations of readers.
Le politiche dell’informazione sono le linee guida, regolamenti, leggi e pratiche che regolano la gestione, l'accesso, la distribuzione, l'uso e la protezione delle informazioni all'interno di una specifica organizzazione, nazione o entità, per garantire che le informazioni siano utilizzate in modo efficace, sicuro ed etico, tra cui i dati personali, le comunicazioni digitali, i media e la sicurezza delle informazioni. Tali politiche includono la regolazione dell'accesso alle risorse informative accademiche e di ricerca. La questione dell'Open Access (OA) deve essere considerata come un elemento decisivo in termini di preoccupazione sociale, equità nella circolazione della conoscenza e come elemento essenziale per uno sviluppo sociale più giusto. Le politiche attuali si basano sul presupposto che, nel mondo di oggi, gli individui siano liberi dalla responsabilità collettiva nei confronti dei loro Paesi, ma questo non è vero, poiché gli individui nascono, vivono e lavorano in luoghi, comunità e Paesi specifici, e la maggior parte della popolazione mondiale vive nel Sud globale. È quindi necessario saper collaborare e migliorare la qualità, ma è anche necessario produrre in modo da apportare benefici sia alle comunità locali che al mondo intero. Dalla fine degli anni '90, in America Latina sono presenti più di 30 collezioni di riviste digitali, la maggior parte delle quali pubbliche. Università e centri di ricerca hanno investito sforzi e risorse nell'implementazione di questi strumenti, mostrando un nuovo modo di produrre e diffondere i risultati della ricerca attraverso il mezzo digitale. Le politiche dell'informazione hanno quindi favorito l'OA full-text, mentre le stesse istituzioni hanno finanziato questi canali di distribuzione per ottenere maggiore visibilità attraverso un maggior numero di citazioni per gli autori, alla ricerca di un maggiore impatto per la loro ricerca. Già prima della formulazione delle principali dichiarazioni del movimento OA a livello globale, la regione aveva preso in considerazione la possibilità di creare collezioni nazionali di riviste digitali full-text in OA. Secondo i dati di Latindex, ogni cinque riviste scientifiche iberoamericane, una è attualmente disponibile in formato digitale in OA.
L’età contemporanea introduce nuove sfide nel campo dell’editorialità e dell’autorialità, amplificate dall’avvento di Internet e dei nuovi mezzi di diffusione a esso collegati. Tra le innovazioni più rilevanti si annoverano le piattaforme di self-publishing, la produzione e la distribuzione di libri in formato digitale, settori in cui Amazon si è affermato come protagonista, dapprima con Kindle, poi con l’acquisizione di Audible e, seppur brevemente, con Amazon Books. Particolare interesse ha suscitato l’audiolibro La Divine Comédie d’Amélie Nothomb: voyage mythologique des enfers au paradis, distribuito dalla filiale francese di Audible nel febbraio 2021. Questo progetto, realizzato da Laureline Amanieux in collaborazione con Amélie Nothomb, si distingue per il suo statuto ibrido: se tradizionalmente un audiolibro è una trasposizione sonora di un’opera letteraria preesistente, questa creazione rappresenta un esempio di deviazione. Tale ambiguità genera incertezza anche tra le sue stesse autrici, che oscillano tra la definizione di podcast, audiolibro o documentario audio. Il presente contributo intende analizzare la natura multimediale di questa opera, che si configura come una riscrittura dell’opera dantesca in un formato innovativo. In particolare, si riflette sulla possibilità che l’audiolibro non sia solo una derivazione di un testuale, ma una creazione originale a pieno titolo, e quindi una declinazione contemporanea del concetto di libro. L’analisi evidenzia come alla base vi sia uno script strutturato, che, pur lasciando spazio all’improvvisazione nelle sequenze dialogiche, si fonda su una struttura narrativa ben definita, sia per i monologhi sia per le citazioni di opere, tra cui la Commedia stessa.
Instaurare un confronto internazionale sulle abitudini di lettura comporta numerose difficoltà, data la complessità del fenomeno. Conferma queste difficoltà anche la recente pubblicazione di una ricerca di natura comparativa promossa dall’European and International Booksellers Federation (EIBF, 2024) relativa alla struttura del mercato librario e basata su una ricerca sul campo effettuata nella primavera del 2024 in diciannove paesi. La ricerca riporta alcune indicazioni di base sugli indici di lettura e di acquisto a livello nazionale e confronta più in dettaglio il peso dei principali generi di libri acquistati, evidenziando come il nucleo principale degli acquisti rifletta soprattutto motivazioni intrinseche alla lettura, peraltro trasversali alle tradizionali classificazioni di mercato. Relativamente al peso dei diversi canali di acquisto, la maggior parte degli acquirenti utilizza sia il canale fisico che quello online. La ricerca conferma inoltre che, nel processo competitivo, i punti di forza delle librerie fisiche indipendenti riguardano prioritariamente l’offerta di una gradevole esperienza di acquisto e la loro facile accessibilità sul mercato di riferimento.
Recensione a: Marco Fioretti, Norme e contratti per il lavoro editoriale, Milano: Editrice Bibliografica, 2021.