
Il contributo propone, descrive e argomenta una struttura metodologica (IATSR, Integrazione Algoritmica Trasparente nella Systematic Review) per condurre revisioni sistematiche assistite da strumenti algoritmici nei campi non-bibliometrici afferenti ai settori PAED-01 e PAED-02. La proposta muove da un problema ormai avvertito nella prassi editoriale e documentato nella letteratura internazionale: la diffusione di un uso non dichiarato della cosiddetta intelligenza artificiale generativa nella produzione scientifica, con effetti sulla qualità, sulla verificabilità e sull’equità della ricerca educativa. Si argomenta che l’integrazione algoritmica, se resa costitutiva e dichiarata del protocollo entro il modello PRISMA 2020, possa essere condotta in modo rigoroso, trasparente e verificabile. Il workflow si articola in sette fasi, assume gli elementi già presenti in PRISMA-trAIce (Holst et al., 2025) e considera l’ineludibilità del principio human-in-the-loop. Il contributo consegna cinque prodotti teorico-metodologici – la formalizzazione del workflow in sette fasi, la classificazione R1/R2 delle fonti, la matrice di rischio epistemologico, la mappatura sulle voci PRISMA 2020 e il diagramma di flusso adattato – riutilizzabili anche indipendentemente dall’adozione integrale del workflow. L’ipotesi è accompagnata dall’esplicitazione di giudizi qualitativi di validità formulati a priori e come stime esperte, e non l’esito di una prova pilota o di una validazione della concordanza tra valutatori: la messa alla prova empirica del protocollo costituisce la principale linea di ricerca futura. Il contributo si colloca quindi come apporto alla metodologia della ricerca pedagogica, alla formazione alla ricerca e al dibattito sulla valutazione trasparente della produzione scientifica in PAED.
In recent years, increasing attention has been devoted to soft skills in the workplace, prompting academic institutions to design educational programs aimed at strengthening these competencies. Situated at the intersection of Higher Education Studies and Health Professions Education within the rehabilitation context, this study examines transversal and communication skills among future rehabilitation professionals enrolled in undergraduate (Bachelor’s Degree, EQF level 6) and graduate (Master’s Degree, EQF level 7) programs. Although these competencies are considered essential for professional practice, the literature addressing them in rehabilitation education remains limited. A total of 41 students completed an online questionnaire assessing soft skills and communication attitudes through the Passport Test and the Communication Skills Attitude Scale, alongside socio-demographic variables. The results revealed significant correlations among transversal skills, between transversal skills and communication attitudes, and with age and work experience. These findings highlight the importance of systematically assessing and fostering soft skills from the early stages of training in order to enhance care quality, promote interprofessional collaboration, and mitigate stress and burnout.
Il contributo esplora la video-analisi come dispositivo socio-riflessivo per la formazione dei tutor di tirocinio nel corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria. Muovendo dalla crescente centralità dei dispositivi visuali nella teacher education, lo studio indaga come l’osservazione mediata dal video e il confronto tra pari incidano sulla costruzione dello sguardo professionale e sulla definizione condivisa di criteri interpretativi dell’azione didattica. La ricerca, di natura qualitativa ed esplorativa, ha coinvolto quattro tutor dell’Università degli Studi di Udine in un percorso articolato in osservazione individuale, discussione collaborativa e riflessione finale. I risultati evidenziano un’iniziale eterogeneità nei giudizi osservativi, progressivamente ricalibrata attraverso processi di negoziazione intersoggettiva che favoriscono l’esplicitazione dei criteri analitici e l’affinamento della riflessività professionale. Il video emerge non solo come supporto descrittivo, ma come mediatore epistemico e dispositivo di sviluppo professionale continuo. La video-analisi si configura pertanto come pratica significativa sia per la supervisione dei tirocinanti sia per la formazione continua dei tutor.
Il contributo propone una rilettura teorica delle traiettorie dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) in Italia attraverso la teoria dei campi di Pierre Bourdieu, in dialogo con l’analisi foucaultiana dei dispositivi. Non è una ricerca empirica originale: rielabora concettualmente evidenze già prodotte – in particolare una Grounded Theory costruttivista – e fonti statistico-istituzionali. Si argomenta che campo, capitale e habitus offrano uno strumento per superare le letture individualizzanti prevalenti, spostando l’attenzione dalle vulnerabilità individuali alle strutture che le producono. I MSNA operano in campi eterogenei – giuridico-istituzionale, scolastico-formativo, residenziale, delle reti informali – e in un campo transnazionale, ciascuno con proprie logiche di riconoscimento del capitale. L’isteresi dell’habitus è letta come nodo strutturale; la violenza simbolica come misconoscimento sistemico. Ne discendono implicazioni pedagogiche centrate sul riconoscimento dei capitali incorporati e sulla formazione degli operatori come agenti di capitale simbolico.
Nell’era post-digitale, la tecnologia non costituisce più un canale separato dall’esperienza, ma ne forma la trama ordinaria, insieme ai processi di istruzione e formazione. In questa condizione, il lessico impiegato dalla normativa e da parte della letteratura, come “a distanza”, “telematica” e “sincrono/asincrono”, resta modellato sulle tecnologie trasmissive del Novecento e continua a orientare accreditamento, progettazione e valutazione. Il presente contributo, fondato su una review narrativa strutturata e orientata alla costruzione teorica, propone la Teoria dell’Ecologia Onlife (TEO), una teoria di medio raggio che articola il costrutto di presenza in tre modalità: somatico-contestuale (PSC), riemersa/aumentata (PRA) e algoritmico-sintetica (PAS). Le tre modalità sono organizzate in un’architettura ecosistemica che culmina nella presenza generativa, intesa come produzione consapevole e documentabile di evidenze di apprendimento. Il quadro viene confrontato sistematicamente con il Community of Inquiry, comprese le sue estensioni recenti, e con la Transactional Distance Theory; per ciascun costrutto sono esplicitati l’elemento differenziante e una predizione divergente osservabile. Vengono inoltre delineati, in forma qualitativa, tre fenomeni critici endogeni all’ecosistema onlife: saturazione semiotica, distanza dissociata e pigrizia metacognitiva. Il contributo si conclude con considerazioni etiche sul monitoraggio della presenza e con implicazioni, formulate in termini condizionali, per il lessico normativo e per l’accreditamento dell’istruzione superiore. La formalizzazione del modello e la validazione degli strumenti osservativi sono rinviate a un contributo dedicato.
Cet article analyse une initiative d’éducation à l’économie circulaire dans les lycées et universités de Douala, à travers l’adoption du charbon écologique produit à partir de déchets organiques. Comment la filière du charbon écologique et l’architecture formative de l’initiative structurent-elles un dispositif d’éducation à l’économie circulaire et à la transition énergétique à Douala ? Quels sont les effets du dispositif sur la participation des apprenants et sur leurs résultats éducatifs, notamment en termes de connaissances perçues, d’intentions d’adoption et d’orientation vers les métiers verts ? cette contribution vise à évaluer comment l’initiative autour du charbon écologique structure un dispositif d’éducation à l’économie circulaire et à la transition énergétique à Douala, et mesurer ses effets sur la participation et les résultats éducatifs des apprenants. Le projet pilote associe ateliers pratiques et séances de sensibilisation animée par Kemmit Ecology et Mboundja Green Technology. Les apprenants y développent des savoirs et savoir-faire sur le recyclage des déchets organiques en charbon écologique et sur les enjeux liés à la transition vers des énergies moins polluantes et respectueuses de l’environnement. Les résultats montrent qu’entre 2017 et 2023, 15 500 élèves et étudiants ont été sensibilisés aux dimensions socio-économiques et écologiques de cette alternative énergétique. Au-delà de son impact éducatif, l’initiative valorise une solution locale contribuant à la lutte contre la déforestation et met en évidence le rôle central de l’école comme levier de diffusion des pratiques d’économie circulaire à Douala.
The study, which is part of a larger research project on risky play in early childhood, involves four Norwegian early childhood education and care institutions and explores how this form of play is promoted and valued in that context. The qualitative approach is based on semi-structured interviews, supplemented by structured observations. The results show that teachers and headmasters routinely encourage risky play as it is embedded in the educational project and consistent with a cultural approach, shared by families, that values activities in natural environments as opportunities for the development of psychomotor skills. Natural environments function as pedagogical agents that invite exploration, while teachers act as active facilitators of play. Growing awareness of safety issues does not discourage or limit the activities offered but leads to a more thoughtful approach to the layout of spaces and to communication with parents who express doubts or fears. Overall, risky play emerges as an intentional practice that promotes resilience, self-esteem, and physical competence.
L’intelligenza artificiale generativa sta ridefinendo numerosi processi pedagogici. Quale ruolo possono assumere i sistemi generativi nella co-costruzione di progettazioni didattiche per la scuola primaria? Lo studio ha coinvolto 46 studenti in Scienze della Formazione Primaria all’Università di Genova, durante l’a.a. 2025/2026. La ricerca analizza e confronta tre tipologie di lesson plan: elaborati in modo analogico dagli studenti; generati dall’intelligenza artificiale con un prompt specifico fornito dal ricercatore e realizzati dagli studenti con un utilizzo autonomo dello strumento. Le tre tipologie di progettazioni sono state analizzate da due valutatori (un insegnante esperto e un pari) utilizzando uno strumento rivolto ad analizzare cinque dimensioni: il coinvolgimento cognitivo, la promozione dell’interazione in classe, la qualità dei contenuti didattici, la significatività del feedback e il riferimento al sostegno socio-emotivo. I risultati evidenziano buone prestazioni dell’IA generativa nel supportare la produzione di contenuti, rivelando al contempo i limiti in aree correlate all’inclusione e al feedback.
Lo sviluppo delle competenze economico-finanziarie rappresenta una sfida educativa centrale nelle società contemporanee e richiede un’introduzione coerente con lo sviluppo cognitivo dei bambini. Il presente studio analizza le teorie economiche ingenue dei bambini della scuola primaria in merito alle forme e alle funzioni del denaro, considerando le differenze legate all’età e al contesto di vita quotidiana. La ricerca ha coinvolto 285 bambini di 6, 8 e 10 anni, frequentanti scuole primarie della provincia di Trento, situate in contesti rurali e urbani. La raccolta dei dati è avvenuta mediante focus group semi-strutturati e l’analisi è stata condotta attraverso la Qualitative Content Analysis. I risultati confermano il carattere situato e culturalmente modellato dello sviluppo del pensiero economico e sottolineano l’importanza di considerare le teorie ingenue dei bambini come punto di partenza per la progettazione di percorsi di educazione economico-finanziaria nella scuola primaria.
Poursuivant des finalités culturelle, civique, patriotique et d’éveil intellectuel, les programmes d’histoire à l’école secondaire au Cameroun sont loin de s’intéresser à la “bonne cause”, l’éducation environnementale (Moniot, 1991). Comment arrimer l’enseignement de l’histoire avec la transition écologique ? Notre recherche exploratoire s’appuie sur l’analyse documentaire des programmes d’études en histoire au collège en vue de penser les modes de déploiement de l’économie circulaire. Après exploitation de notre grille d’analyse, il se dégage que les programmes d’histoire entrés en vigueur en 2014 au collège n’établissent aucun rapport avec la notion d’économie circulaire. Pourtant, des travaux de Braudel (1958) à Christian (1991), en passant par Moniot (1991), Walter (1994) et Ngong Atembone (2021, 2023a, 2023b), l’on formule un enseignement de l’histoire qui touche à tous les aspects de la vie en société. Ceci étant, l’intégration de l’économie circulaire dans les programmes d’études en histoire au collège passe par, d’une part, la prise en compte de l’ancrage historique de ce concept dans les sociétés anciennes au Cameroun organisées autour des mentalités de prévoyance. D’autre part, le déploiement du concept d’éco-histoire qui permet une nouvelle lecture des faits sociaux, économiques et politiques à partir du prisme de la temporalité écologique.
In Italia, l’educazione al territorio è considerata esercizio di cittadinanza attiva, attraverso la valorizzazione e reinterpretazione del patrimonio locale. Nell’ambito del progetto T-place, finanziato dal Piano Nazionale per la Ricerca 2021-27, è stato condotto un laboratorio di tecnologie educative per insegnanti in formazione di scuola primaria. Lo studio ha verificato se, alla fine del laboratorio, gli studenti sviluppassero un rafforzamento del senso di appartenenza al contesto locale e una maggiore propensione a proporre, nella futura pratica didattica, attività educative connesse al patrimonio del territorio. Lo studio adotta un disegno di ricerca quasi-sperimentale, con solo post-test, in cui sono confrontati i risultati di due gruppi (N = 89), costituiti con il metodo dell’uniformazione semplice che controlla l’effetto di variabili di sfondo (sesso, età, condizioni socio-economico-culturali e provenienza geografica). I risultati mostrano che il gruppo sperimentale, rispetto al gruppo di controllo, alla fine del laboratorio ha un maggiore senso di appartenenza locale e preferisce, per l’educazione al territorio dei propri futuri studenti, attività legate al patrimonio locale. Il metodo adottato, ispirato alla pedagogia attiva, si è dimostrato efficace per l’educazione al territorio, indipendentemente dal luogo di appartenenza.
Il presente contributo propone una riflessione teorica riguardo il paradigma della pedagogia circolare analizzata tramite una prospettiva interculturale. Viene evidenziata la necessità di un superamento dei paradigmi standard a favore di contesti che favoriscono la co-costruzione dell’esperienza educativa. L’interculturalità viene messa in risalto come pratica epistemologica, in grado di generare significati all’interno della relazione. Su queste basi si propone un prototipo educativo incentrato sul dialogo, la condivisione dell’esperienza e la co-costruzione di significato. L’approccio trattato offre interessanti spunti per ripensare la formazione degli insegnanti, innovando la pratica educativa in un’ottica generativa, orientata alla sostenibilità e alla co-esistenza culturale. In particolare, si vuole valorizzare la dialogicità come elemento fondante della relazione educativa tra individui appartenenti a diversi contesti culturali. Il modello presentato può favorire l’adozione di una chiave di lettura per progettare interventi educativi euro-africani basati sull’equità e la reciprocità.
Il presente contributo esplora l’uso del fumetto come strumento di consapevolezza pedagogica all’interno della fase di ambientamento nei servizi educativi per la prima infanzia, attraverso un progetto di ricerca-azione condotto in una realtà educativa specifica del territorio partenopeo. Superando la visione dell’inserimento come processo unidirezionale centrato quasi esclusivamente sul bambino, si propone un paradigma sistemico e co-educativo che valorizza l’interazione tra educatori e caregiver, all’interno della quale il fumetto assume la funzione di linguaggio riflessivo e dispositivo narrativo in grado di rappresentare e decostruire alcune ‘configurazioni’ relazionali osservate, soprattutto nelle modalità di separazione-ricongiungimento, promuovendo processi trasformativi nei caregiver in direzione co-educativa. Dopo aver delineato il quadro teorico e metodologico, il contributo discute i principali risultati emersi, sottolineando il potenziale educativo del linguaggio visivo e la sua capacità di stimolare processi di autoriflessione e alleanza educativa.
This concept research is situated within the field of sustainable education and examines educational practices from the perspective of the circular economy. The research focuses on the theoretical and practical aspects of circular pedagogy, whose aim is to eliminate waste throughout the life cycle of products and services. Based on a socio-constructivist process, this article aims to deconstruct the linear economic model of “extract-produce-consume-discard”, which is at the origin of greenhouse gas emissions and significant environmental degradation. In this perspective, circular pedagogy no longer considers products at the end of their life cycle as waste, but rather as secondary raw materials.
This study examines relationship between lifestyles and sleep quality, and the subsequent association with levels of school engagement. 1065 Italian secondary school adolescents were involved in the study, and the data were analysed using a structural equation model in R (4.4.0), with the support of the lavaan (0.6.19) package. The model assesses the direct and indirect effects of four exogenous variables (evening consumption of tryptophan-rich foods, vigorous physical activity, the presence of electronic devices in the bedroom, and turning them off before sleep) on cognitive and agentic engagement, with sleep quality as a mediator. The model fit is excellent (CFI = 0.975, TLI = 0.980, RMSEA = 0.034 [90% CI 0.031-0.038], SRMR = .050). Vigorous physical activity and the number of devices switched off before sleep were found to be significant predictors of sleep quality, which mediates the relationship between these factors and engagement. In contrast, evening diet and the mere number of devices present in the bedroom were not significant. The theoretical and practical implications of the study are discussed.
Secondo il rapporto 2025 TALIS dell’OECD, la percentuale di studenti immigrati o con background migratorio è aumentata in media di 10 punti percentuali nei Paesi OCSE dal 2018. In Italia, il 38% degli insegnanti lavora in scuole dove l’italiano non è la prima lingua per più del 10% degli studenti e il 38% insegna in scuole in cui almeno l’1% degli studenti è costituito da rifugiati. Ciò evidenzia l’urgenza di una formazione iniziale che prepari i futuri docenti a rispondere a bisogni di apprendimento diversificati e ad adottare pratiche didattiche inclusive. L’identità docente, intesa come un processo complesso e dinamico plasmato da valori, esperienze e pratiche educative, costituisce una dimensione fondamentale. Questo studio esplorativo analizza in che misura i corsi di formazione per insegnanti della primaria integrino tali dimensioni per preparare i futuri docenti a classi multiculturali. I dati derivano dall’analisi del programma di un corso di laurea quinquennale in Scienze della Formazione Primaria in Italia. I risultati mostrano alcuni allineamenti tra contenuti formativi e competenze richieste nelle scuole attuali, ma mettono anche in luce come l’offerta attuale non sia ancora sufficiente a preparare pienamente i futuri docenti ad affrontare contesti multiculturali. L’articolo conclude proponendo suggerimenti per rendere i percorsi formativi più responsivi.
Il tema delle motivazioni ad intraprendere la professione docente è da sempre dibattuto nella letteratura scientifica, in ragione delle strette connessioni con la qualità dei processi formativi. Recentemente, l’emergenza legata alla mancanza di persone disposte a intraprendere questa carriera professionale, talvolta per abbandono della stessa, ha rilanciato l’interesse a comprendere come sia possibile attrarre e mantenere risorse qualificate. Il contributo, entro tale cornice, presenta una ricerca empirica, condotta a livello locale, che muove da una triplice istanza: conoscitiva, didattica e sociale. Attraverso un questionario semi-strutturato, indaga le motivazioni di accesso dei futuri insegnanti, studenti iscritti alla Laurea magistrale in Scienze della formazione primaria di un ateneo nazionale. Gli esiti, che non possono essere generalizzati data la natura locale dell’indagine, sono in linea con le ricerche nazionali e non, costituiscono un segnale incoraggiante per la persistenza nella carriera e aprono la strada a considerazioni sociali e didattiche: rendere le motivazioni di accesso oggetto di riflessione nella formazione iniziale appare strategico per la strutturazione dell’identità professionale.
Questo contributo presenta e analizza il progetto di formazione Digimetrò, volto a promuovere l’empowerment digitale degli insegnanti nell’ambito di un progetto più ampio denominato “Scuola ibrida”. Il programma ha coinvolto 1.286 insegnanti di diversi livelli scolastici in 61 corsi organizzati in nove categorie tematiche. Il suo impatto è stato monitorato attraverso un disegno di ricerca pre-post (t0–t1), basato sull’autovalutazione delle competenze secondo il quadro europeo DigCompEdu e su indicatori di soddisfazione professionale derivati dalla scala di soddisfazione lavorativa TALIS. I risultati mostrano un miglioramento diffuso, anche se moderato, delle competenze digitali percepite in tutte le aree DigCompEdu, con progressi particolarmente significativi nelle tecnologie emergenti, nell’inclusione e nell’accessibilità, nella personalizzazione e nella promozione delle competenze digitali degli studenti. Allo stesso tempo, mentre gli insegnanti riferiscono una soddisfazione lavorativa interna generalmente positiva, esprimono una forte insoddisfazione per quanto riguarda il riconoscimento sociale, economico e politico della loro professione. Il progetto evidenzia un paradosso sistemico: sebbene gli insegnanti dimostrino una crescita professionale e un’apertura all’innovazione digitale, il riconoscimento istituzionale e sociale rimane inadeguato. L’empowerment digitale non può essere ridotto a un insieme di competenze tecniche isolate, ma richiede piuttosto un ecosistema coerente di politiche educative, condizioni di lavoro adeguate e riconoscimento professionale.
In the debate on school autonomy and curriculum design, the new National Guidelines represent a significant step in orienting educational practices. Their implementation depends on teachers’ ability to understand and translate them into practice, which can be supported by targeted training pathways. This study explores the knowledge and beliefs of 236 teachers and future teachers regarding the new National Guidelines, to investigate how they interpret and integrate them in shaping their professionalism and to identify emerging training needs. The questionnaire used focused on knowledge of the document, perceptions of its relevance and applicability, and perceived difficulties in its implementation. The findings reveal a discrepancy between policy prescriptions and professional awareness, despite interest in the issues addressed in the document. The study provides insights for designing initial and in-service teacher training programs, emphasizing the importance of supporting a critically mediated knowledge of policy documents as an essential condition for the conscious construction of the curriculum.
Il contributo propone una scoping review delle relazioni tra cooperazione e intelligenza artificiale (IA), analizzando come i principi cooperativi possano orientare la progettazione, la governance e lo sviluppo etico delle tecnologie intelligenti. A partire da un’analisi sistematica di 70 contributi scientifici pubblicati tra il 2016 e il 2025, il lavoro individua quattro principali aree di ricerca: Cooperative AI e dilemmi sociali, governance cooperativa dell’IA, Artificial Intelligence for Ethical Cooperation (AI4EC) e Democratic AI. I risultati mostrano come la cooperazione offra un quadro trasversale – tecnico, politico ed educativo – in grado di promuovere approcci inclusivi, partecipativi ed eticamente fondati alla trasformazione digitale. In questa prospettiva, la dimensione educativa non si limita ai contesti formali di istruzione, ma include processi diffusi di apprendimento collettivo, costruzione di competenze e consapevolezza socio-tecnica che coinvolgono cittadini, educatori e organizzazioni. Mettendo in luce tendenze e vuoti di ricerca, l’articolo sostiene che riportare la cooperazione al centro del dibattito sull’IA significa riaffermare il ruolo collettivo di questi attori nella costruzione di tecnologie orientate al benessere democratico e sociale.