
La riparazione endovascolare di un aneurisma aortico (EVAR), inizialmente riservata ai pazienti ad alto rischio chirurgico, è ora proposta ai pazienti che presentano un'anatomia favorevole e una ragionevole aspettativa di vita. Tuttavia, questa tecnica non è priva di complicanze. Queste complicanze possono insorgere immediatamente o nel corso del tempo. I principali rischi identificati comprendono l'infarto del miocardio, l'accidente vascolare cerebrale (AVC), l'insufficienza renale, l'ischemia mesenterica e altri eventi gravi come l'ischemia midollare o periferica, che talvolta richiede un'amputazione. I pazienti trattati con EVAR hanno maggiori probabilità di sottoporsi a un intervento chirurgico ripetuto per complicanze rispetto a quelli trattati con chirurgia convenzionale. Un rigoroso follow-up postoperatorio è essenziale per individuare e trattare le complicanze tardive, come le endoperdite (flusso sanguigno persistente nella sacca aneurismatica) che possono portare alla rottura dell'aorta, le fratture dello stent, le plicature e altri problemi strutturali.
La laparoscopia robot-assistita (LRA) si è sviluppata in modo significativo dalla fine degli anni '90 e le prime procedure di chirurgia vascolare sono comparse all'inizio degli anni 2000. I programmi di chirurgia robotica vascolare, che utilizzano essenzialmente il sistema robotico DaVinci®, si sono moltiplicati in Francia e in Europa, nonostante l'assenza di una specifica marcatura CE. I suoi vantaggi includono non solo una maggiore precisione e una migliore ergonomia per il chirurgo, ma anche una potenziale riduzione della degenza ospedaliera per i pazienti, grazie alla natura meno invasiva delle procedure. La LRA si è dimostrata efficace nel trattamento di un'ampia gamma di patologie vascolari, tra cui le lesioni occlusive aortoiliache e gli aneurismi aortici, il trattamento delle endoperdite di tipo II, la sindrome del legamento arcuato e gli aneurismi delle arterie viscerali. Tuttavia, l'espansione della chirurgia vascolare robot-assistita è frenata da ostacoli come l'assenza della marcatura CE per il robot DaVinci® in questo campo specifico. Questo fattore, probabilmente dovuto a considerazioni di mercato, ha perfino portato all'interruzione di alcuni programmi di chirurgia vascolare robotica. Nonostante queste sfide, la chirurgia mediante LRA continua a essere eseguita in alcuni centri in Francia e all'estero e lo sviluppo di nuovi robot e l'aumento delle attrezzature ospedaliere potrebbero incoraggiare una più ampia adozione di questa tecnologia in chirurgia vascolare.
Lo scopo di questo articolo è descrivere le tecniche utilizzate per il trattamento chirurgico convenzionale degli aneurismi dell'aorta addominale infrarenale. L'aneurisma dell'aorta addominale è una dilatazione anomala dell'aorta addominale, spesso asintomatica ma suscettibile di causare gravi complicanze, in particolare rotture fatali. Il suo trattamento si basa sulla prevenzione delle rotture, con opzioni quali la chirurgia a cielo aperto, che sostituisce l'aorta aneurismatica con una protesi, o tecniche endovascolari meno invasive, ma con limitazioni a lungo termine. Lo screening ecografico è raccomandato per i gruppi a rischio, in particolare per gli uomini di età superiore ai 65 anni. Un'accurata valutazione preoperatoria e un'attenta gestione postchirurgica contribuiscono a limitare i rischi dell'intervento. Gli approcci chirurgici comprendono le vie transperitoneale e retroperitoneale, adattate in base all'anatomia del paziente e all'estensione dell'aneurisma. Complicanze postoperatorie come l'ischemia mesenterica e l'insufficienza renale richiedono una gestione rigorosa. Le attuali raccomandazioni privilegiano una strategia individualizzata nella scelta dei trattamenti. Infine, sono esaminati i problemi particolari legati agli aneurismi micotici e infiammatori e agli insuccessi del trattamento endovascolare.
L'obiettivo della rivascolarizzazione dell'arteria vertebrale (AV) è ripristinare il flusso vertebrale e prevenire un accidente vascolare cerebrale posteriore (AVCP). Il bilancio abituale comprende un esame clinico e un'ecografia Doppler per precisare l'impatto emodinamico delle lesioni vertebrali sul sistema vertebrobasilare. La risonanza magnetica (angio-RM) permette di identificare le lesioni ischemiche cerebrali e di visualizzare il sistema vertebrobasilare e il poligono di Willis. In linea generale, le rivascolarizzazioni vertebrali sono indicate solo per i pazienti sintomatici dopo insuccesso di un trattamento medico che associ antiaggreganti e statine. La rivascolarizzazione chirurgica dell'AV prossimale è affidabile e riproducibile, ma nessuno studio randomizzato ha dimostrato la superiorità della chirurgia rispetto al trattamento medico. La rivascolarizzazione dell'AV distale è più delicata e richiede un chirurgo con la necessaria esperienza. Le tecniche endovascolari con angioplastica-stenting non hanno mostrato alcun beneficio rispetto a un trattamento medico che associ antiaggreganti e statine.
L'insufficienza venosa cronica (IVC) è definita come una patologia venosa di classe C3-C6 nella classificazione Clinica-Eziologia-Anatomia-Patogenesi (CEAP). Questo articolo tratterà solo l'IVC profonda degli arti inferiori. In questa sede sono sviluppati l'anatomia patologica e la fisiopatologia, nonché le caratteristiche cliniche, i punteggi venosi e la qualità di vita specifici dell'IVC profonda. L'ecografia Doppler è essenziale in tutti i casi per determinare la localizzazione delle lesioni e il meccanismo fisiopatologico coinvolto: reflusso, ostruzione o una combinazione dei due. Quando si discute un trattamento interventistico, il bilancio deve essere completato da esami complementari specifici. I metodi di trattamento possono essere suddivisi in due gruppi: non interventistici e interventistici. Nel primo caso, la compressione elastica è l'elemento di base. Per quanto riguarda i trattamenti interventistici, le tecniche endovascolari sono la prima scelta per le lesioni ostruttive femoro-ilio-cavali, seguite dalla chirurgia a cielo aperto. Sono analizzati i risultati di questi diversi metodi e sono discusse le indicazioni terapeutiche nell'IVC profonda, nonostante l'assenza di studi randomizzati controllati.