18. Le patologie cardiovascolari, sempre più complesse e diffuse, hanno portato allo sviluppo di nuove e performanti tecniche di imaging cardiovascolare. Purtroppo, il numero di procedure di imaging sta aumentando in maniera esponenziale portando ad un incremento dei costi e delle liste d’attesa. Da qui uno dei razionali alla base della necessità di definire l’utilizzo appropriato dell’imaging cardiovascolare. Il concetto di appropriatezza applicato alla cura della salute mette sul piatto della bilancia il rischio e il beneficio di un trattamento, di un test diagnostico o di una procedura nell’ambito delle risorse disponibili per un determinato paziente con specifiche caratteristiche. I criteri di appropriatezza dovrebbero fornire lo strumento adatto a coadiuvare il clinico nel giudicare se un paziente è un ragionevole candidato per eseguire un determinato trattamento, test diagnostico o procedura. Il concetto di appropriatezza successivamente è stato sostituito da quello dell’uso appropriato dei criteri (di appropriatezza) che rappresenta il crescente sforzo delle Società Scientifiche di creare, rivedere e sistematizzare in modo critico ed organico tutte quelle situazioni cliniche nelle quali i test diagnostici e le procedure sono utilizzate dai medici curanti per i pazienti con patologie cardiovascolari.Questo documento di consenso delle maggiori Società Scientifiche italiane è nato tenendo conto non solo delle linee guida internazionali e dei documenti scientifici pubblicati, ma anche della realtà clinica e legislativa italiana oltre che dei vari profili professionali coinvolti nell’iter gestionale dei pazienti.
INTRODUCTION. Emerging evidence associates COVID-19 to an increased risk of acute pulmonary embolism (APE). The present study aimed to assess the prevalence of APE in patients admitted to internal medicine department wards for non-critical COVID-19 who presented clinical deterioration, and to investigate the association of clinical and biochemical variables with a confirmed diagnosis of APE in these subjects. METHODS. All consecutive patients admitted to the internal medicine department of a general hospital with a diagnosis of non-critical COVID-19, who performed a Computer Tomography Pulmonary Angiography(CTPA) for respiratory deterioration in April 2020, were included in this retrospective cohort study. RESULTS. Study populations: 41 subjects, median(IRQ) age: 71.7(63-76) years, CPTA confirmed APE=8(19.51%,CI95%:8.82%-34.87%). Among patients with and without APE, no significant differences were found with regards symptoms, comorbidities, treatment, Wells score and outcomes. The optimal cut-off value of D-dimer for predicting APE was 2454 ng/mL, sensitivity(CI95%):63(24-91), specificity:73(54-87), Positive Predictive Value:36(13-65), Negative Predictive Value: 89(71-98) and AUC:0.62(0.38-0.85). The standard and age-adjusted D-dimer cut-offs, and the Wells score > 2 did not associate with confirmed APE, albeit a cut-off value of D-dimer=2454 ng/mL showed an RR:3.21;CI95%:0.92-13.97;p=0.073. CONCLUSION. Among patients presenting pulmonary deterioration after admission to internal medicine wards for non-critical COVID-19, the prevalence of APE was high. The traditional diagnostic tools to identify high APE pre-test probability patients does not seem to be clinically useful. These results support the use of a low threshold of suspicion for performing CTPA to exclude or confirm APE as the most appropriate diagnostic approach in this clinical setting.