
Scopo del lavoro è presentare un caso clinico trattato con apparecchiature elastodontiche. La paziente presenta un quadro di grave seconda classe scheletrica e deep bite scheletrico in fase dinamica di crescita tale da richiedere un trattamento ortopedico-funzionale al fine di guidare e stimolare la crescita mandibolare. È stato applicato il dispositivo OCCLUS-o-GUIDE® serie H, che presenta un morso di costruzione preformato rilevato 5 mm oltre il rapporto di testa a testa. Dal controllo radiografico e clinico dopo il trattamento è emersa la risoluzione del quadro clinico. L'utilizzo del dispositivo elastodontico è una valida opzione terapeutica per la risoluzione di situazioni cliniche di seconda classe e deep bite in fase di crescita. The aim of this article is to present a case treated with elastodontic appliances. The patient, who was in the active growth phase, presented a severe deep bite (skeletal class II), which required orthopedic treatment to stimulate and guide mandibular growth. She was treated with an OCCLUS-o-GUIDE® type H, which is designed so that the mandible in the set-up is advanced 5 mm from the maxilla into a Class III relation. Treatment with the elastodontic appliance resulted in clinical and radiographic resolution of the malocclusion. The use of elastodontic appliances can be a valid treatment option for the resolution of skeletal class II deep bite in growing patients.
Obiettivo del presente lavoro è quello di confrontare uno studio diagnostico-cefalometrico effettuato su teleradiografia tradizionale con quello realizzato su radiogrammi ottenuti con TC 3D. Vengono inoltre valutati vantaggi e svantaggi offerti dalle due differenti metodiche tomografiche 3D. Due pazienti adulti sono stati sottoposti a esame radiografico con metodica tradizionale e con l’impiego di due differenti TC 3D, una utilizzante una tecnologia Fan Beam, l’altra Cone Beam. I cefalogrammi così ottenuti sono stati studiati sia attraverso un’analisi cefalometrica digitale tradizionale, sia impiegando un software di cefalometria 3D. La Tomografia Computerizzata fornisce un’informazione più accurata della radiografia tradizionale perché priva di deformazioni, ingrandimenti, sovrapposizioni e artefatti e risulta oggi fondamentale nello studio delle disgnazie dento-maxillo-facciali nelle tre dimensioni dello spazio. In particolare la tecnologia Cone Beam utilizza una bassa dose di radiazioni e rende l’esame più economico per pazienti e strutture mediche. L’utilizzo di un programma di cefalometria 3D, offre la possibilità di sfruttare a pieno le informazioni tridimensionali ottenute con la TC ed è particolarmente indicato nello studio di pazienti con asimmetrie facciali, poiché consente di studiare i due lati separatamente e di confrontarli fra loro. The aim of this work was to compare traditional radiographic cephalometry with that based on three-dimensional computed tomography (3D CT) and to evaluate the pros and cons of two different 3D CT methods. Two adult patients were examined with traditional radiographic methods and with two different tomographic techniques: fan beam CT and cone beam CT. The cephalograms obtained with these methods were analyzed with a traditional digital cephalometric approach and with 3D cephalometric software. Computed Tomography provides more accurate information than traditional radiography since it eliminates the problems of deformation, magnifi cation, superimposition, and artifacts. It is especially useful in the presence of oral-maxillofacial dysgnathia since it allows study of the skull in each of the three dimensions. Cone beam technology uses a low dose of radiation and is less costly for patients and medical structures. With 3D cephalometric software, one can fully exploit the 3D data obtained with CT. It is especially valuable in the study of patients with maxillofacial asymmetry since the two sides of the face can be examined separately and then compared.
L’estetica rappresenta uno dei fattori su cui la tecnologia ortodontica ha indirizzato molte attenzioni. Viene presa in esame l’ortodonzia linguale, che rappresenta una valida opportunità per pazienti che richiedono una vera tecnica “invisibile”. In questi anni, la conoscenza della biomeccanica è cresciuta notevolmente e, grazie a una revisione della letteratura, sono state analizzate le principali caratteristiche di tale metodica anche in confronto alla tecnica vestibolare. Alcuni vantaggi della biomeccanica linguale sono la ridotta distanza tra applicazione della forza e Centro di Resistenza e un effetto di apertura del morso. Tra gli svantaggi si ricordano la ridotta distanza interbracket e l’effetto bowing. La biomeccanica linguale può offrire vantaggi estetici rispetto alla tecnica vestibolare, garantendo tempi di trattamento spesso vantaggiosi e risultati rispettosi di tutti i principi della funzionalità stomatognatica. Esthetics is a major consideration in the decision to undergo an orthodontic treatment. This report focuses on lingual orthodontics as a valid alternative for patients who require a truly “invisible” treatment. In recent years, considerable progress has been made in the field of biomechanics. We carried out a review of the literature to analyze the main features of the lingual orthodontic technique and to compare this approach with the vestibular technique. The advantages of the lingual approach include reduced distance between the applied force and the Center of Resistance and a bite-opening effect. The disadvantages include a reduced interbracket distance and a bowing effect. Compared with the vestibular approach, the biomechanics used in lingual orthodontics offer potential advantages in terms of esthetics and treatment time along with valid functional results.
Lo scopo del nostro lavoro è valutare i cambiamenti negli anni del concetto di spazio e come si siano evolute le tecniche per la risoluzione delle discrepanze dento-basali. In base ai risultati ottenuti potremo decidere quale sia il modo più corretto di operare e valutare le possibilità e i limiti di espansione delle arcate, le indicazioni e le controindicazioni alle estrazioni prendendo sempre in considerazione il concetto di arcata guida. Al fine di impostare un corretto piano terapeutico, è di fondamentale importanza eseguire l’analisi dello spazio delle arcate per risolvere eventuali discrepanze dento-basali. Attraverso una revisione della letteratura abbiamo determinato quali sono i metodi migliori per una corretta analisi dello spazio e valutato quali sono le indicazioni secondo i diversi autori per estrarre e per espandere. I risultati ottenuti hanno mostrato come, con le moderne tecniche ortodontiche, sia possibile ridurre notevolmente il numero delle estrazioni e ottenere una maggiore espansione delle arcate, anche di quella inferiore, da sempre considerata inviolabile a causa della recidiva dei risultati. Sebbene le nuove apparecchiature self-ligating abbiano rivoluzionato il pensiero ortodontico, è bene adottare estrema cautela nell’affrontare un piano terapeutico. Bisogna infatti attendere i risultati delle ricerche scientifiche sulla neoformazione di osso indotta dall’interazione bracket-forze leggere e i risultati sulla stabilità dei trattamenti eseguiti con l’espansione finora ritenuti eccessivi. Quindi, uno dei problemi ortodontici più frequenti, l’affollamento dentale, viene affrontato ancora con risposte spesso antitetiche. The purpose of our work was to evaluate changes in the concept of space over the years and to explore how techniques for resolving dentobasal discrepancies have evolved. The results of this assessment should allow us to choose the most appropriate operative approach and estimate the possibilities and limits of arch expansion, as well as the indications and contraindications for extraction, always considering the concept of the guide arch. Proper treatment planning requires space analysis of the arches to resolve any dentobasal discrepancies. We conducted a review of the literature to identify the best methods for conducting a space analysis and the indications for extraction and expansion used by different authors. The review showed that modern orthodontic techniques can markedly reduce the need for extraction and achieve substantial expansion of the arches, including the lower arch, which has long been considered off-limits because of the high relapse rate associated with its expansion. Although the new self-ligating appliances have revolutionized thinking in orthodontics, extreme caution should be used in treatment planning. In fact, more data are needed on the neoformation of bone induced by the interaction between brackets and light forces and on the stability of treatments performed with expansion that has until recently been considered excessive. Therefore, one of the most frequent orthodontic problems, dental crowding, is still being approached with solutions that are often antithetical.
L'incidenza di labiopalatoschisi (LPS) in Italia è di 1:800 nati vivi circa. Scopo di questo lavoro è descrivere la correzione di una malocclusione caratterizzata da affollamento dentario e cross-bite monolaterale sinistro in un paziente maschio di 8 anni e 6 mesi affetto da LPS con ipoplasia mascellare. Dopo aver posto diagnosi con test clinici e strumentali, sono state applicate al paziente un'apparecchiatura funzionalizzante e successivamente un'apparecchiatura fissa con molle compresse. Si è raggiunta la correzione del cross-bite monolaterale e dell'affollamento dentario in un periodo di cinque anni dall'inizio della terapia. The incidence of cleft lip and palate in Italy is 1:800 births. The aim of this report is to describe the correction of malocclusion with dental crowding and unilateral left cross bite in an 8-year-old boy with cleft lip and palate and maxillary hypoplasia. The diagnosis was made on the basis of clinical and instrumental findings. The patient was treated with a function-generating bite appliance and later with a fixed appliance associated with open coil springs. The left unilateral cross bite and dental crowding in this child were corrected with five years of treatment.
Lo scopo di questo lavoro consiste nel descrivere il protocollo in uso presso il reparto di Ortognatodonzia del Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Ricostruttive e Diagnostiche dell’Università degli Studi di Milano. Sono presentate tutte le fasi del protocollo, con i relativi vantaggi. Tra le varie fasi del protocollo particolarmente significativo è l’utilizzo di mascherine termostampate, costruite sulla base di un modello dove è stato effettuato il set-up ortodontico. Il clinico potrà valutare a ogni appuntamento quanto calzeranno le mascherine nella bocca del soggetto. Potrà quindi stabilire l’entità degli spostamenti dentali da effettuare evitando di ripetere più volte il rilievo dei record (rilevamento impronte) per valutare il raggiungimento degli obiettivi della fase di ortodonzia prechirurgica ed evitando fenomeni indesiderati di jiggling. Il raggiungimento degli obiettivi della fase prechirurgica può essere ottenuto quando esse calzano perfettamente e a tal punto il paziente può considerarsi pronto per subire l’intervento stesso. Il protocollo descritto consente di ottenere una programmazione ortodontico-chirurgica estremamente precisa e di conseguenza ottimizzare le varie fasi del trattamento, con significativi vantaggi in ambito clinico. The aim of this work is to introduce the protocol used at the Orthodontic Department of Milan University. All diagnostic and laboratory steps are described. The occlusal splint guides are made on a cast model after developing an orthodontic set-up. At any appointment the clinician can evaluate if the occlusal guides fit and what dental movements are necessary; this is possible without repeating records and taking new impressions. The evaluation of orthodontic treatment progression is also possible whereas undesirable effects, such as jiggling movements, can be avoided. The objectives of presurgical orthodontics are achieved when occlusal splint guides fit perfectly: at this moment the patient might be considered ready for surgery. The protocol described by the authors allows to obtain an accurate orthodontic planning before surgery and to optimize treatment steps with consequent advantages in clinical practice.
Presentare un caso di open bite anteriore e il suo trattamento (chiusura dell'open bite e raggiungimento di overbite e overjet appropriati al fine di migliorare la funzione e l'estetica). La terapia estrattiva è spesso una scelta nel trattamento di casi non gravi di open bite. Questo caso clinico è un open bite anteriore con affollamento dentario grave in una ragazza di 14,3 anni, trattata con estrazione dei primi premolari superiori e dei secondi molaretti decidui inferiori (a causa dell'agenesia dei secondi premolari inferiori). Questa terapia estrattiva asimmetrica ha permesso di ottenere la chiusura dell'open bite (e di conseguenza una buona guida anteriore), l'allineamento delle arcate superiore e inferiore e un'occlusione finale simmetrica e stabile. To present a case of anterior open bite and the method used to treat it (closure of the open bite and the establishment of proper overbite and overjet relationships for improved function and esthetics). Extraction therapy is often a treatment option for patients with mild open bite. This report describes a 14.2-year-old girl with anterior open bite and crowding in both arches. Treatment consisted in the extraction of the maxillary first premolars and deciduous mandibular second molars (because the second premolars were congenitally missing). This asymmetric extraction strategy produced the closure of the open bite (resulting in good anterior guidance), the alignment of the upper and lower arches, and a final symmetric and stable occlusion.
Nell’ambito delle problematiche relative all’inclusione dentarie una particolare attenzione è stata recentemente rivolta agli aspetti correlati alla mancata eruzione dei molari. Obiettivo del presente studio è di fornire al clinico indicazioni utili e di immediato utilizzo per la gestione di tale condizione clinica. Dopo un preliminare riferimento ai meccanismi eruttivi e ai disturbi a essi collegati, vengono approfonditi gli aspetti epidemiologici, eziopatogenetici e clinico-terapeutici dell’inclusione del secondo molare. È stata poi analizzata la letteratura esistente relativamente alla procedure di gestione terapeutica della disinclusione, riportando anche l’esperienza personale degli autori. La conoscenza precisa dei meccanismi etiopatogenetici e un attento monitoraggio consentono di diagnosticare e trattare precocemente tale patologia, incrementando così la percentuale di successo del trattamento. In the field of dental impaction, particular attention has recently been focused on problems related to the non-eruption of the molars. The aim of this report is to provide clinicians with useful information for immediate management of this condition. After a preliminary review of the mechanisms underlying eruption and eruption-related disorders, the authors examine in detail epidemiological, pathogenetic, clinical, and therapeutic aspects of impacted molars. This is followed by a review of the literature on the disimpaction procedures and an analysis of the personal experience of the authors. Accurate knowledge of the etiopathogenetic mechanisms and careful monitoring allow prompt diagnosis and treatment of these disorders, which increase the likelihood of successful outcomes.
La presente trattazione ha inteso valutare l’efficacia e il timing dei dispositivi funzionali nel trattamento delle II classi nei soggetti in crescita. Lo studio è basato su una revisione della letteratura (metanalisi, RCT, CCT) degli ultimi 10 anni; gli articoli sono stati selezionati sulla base di espliciti criteri di inclusione ed esclusione. Nei 14 articoli selezionati la terapia funzionale ha portato a risultati scheletrici statisticamente significativi in 12 campioni su 20 per quanto concerne la mandibola e in 1 campione su 13 per il mascellare superiore. Gli apparecchi funzionali producono un modesto incremento della lunghezza mandibolare totale a breve termine, ma non hanno effetti significativi sul mascellare superiore. We aimed to evaluate the effectiveness and treatment timing of functional appliances in growing patients affected by class II malocclusion. This study is based on a literature review (meta-analysis, RCT, CCT) of the last 10 years; the articles selection is based on explicit inclusion and exclusion criteria. We selected 14 articles: the functional appliances led to statistically significant skeletal effects in 12 out of 20 samples for the mandibular growth and 1 out of 13 samples for the maxillary one. At a short-term observation, functional appliances produce small beneficial changes in skeletal mandibular pattern, but they have no significant maxillary effects.
Per ancoraggio si intende resistenza a un movimento dentale indesiderato. L'obiettivo di questo studio è quello di analizzare il background biologico per un corretto controllo dell'ancoraggio e di valutare le differenti possibilità di ancoraggio a seconda del tipo di movimento da ottenere. È stata effettuata una revisione critica della letteratura con un approccio di tipo sistematico. La ricerca degli articoli scientifici è stata effettuata sul database della US National Library of Medicine tramite il servizio PubMed (www.ncbi.nim.nih.gov/pubmed). Le parole chiave stabilite sono state "anchorage and orthodontics". Sono stati selezionati solamente alcuni articoli di cui è stato ricercato e valutato il testo integrale. Un buon ancoraggio dipende dall'attività cellulare del sistema parodontale. Da un punto di vista biologico il miglior ancoraggio prevede un parodonto privo di qualsiasi cambiamento nel turn over tissutale. Questo risulta possibile se le forze che agiscono sul legamento parodontale e sull'osso circostante rimangono al di sotto della soglia che promuove il movimento dentale. Lo scopo della biomeccanica è quello di minimizzare gli effetti collaterali indesiderati e quello di massimizzare gli spostamenti dentali desiderati. Anchorage is resistance to an unwanted dental movement. The aim of this study is to analyze the biologic background for a correct control of the anchorage and to evaluate the different kinds of anchorage depending on the movement to be obtained. A systematic revision of the literature on orthodontic anchorage has been done on US National Library of Medicine on Medline database (www.ncbi.nim.nih.gov/pubmed). Keywords chosen were: "orthodontic and anchorage". Fifteen articles were chosen: the full texts were evaluated. A good anchorage depends on the cellular activity of the periodontal system. From a biologic point of view the best anchorage is seen when there are no changes in the periodontal turn over. This can be obtained when the forces acting on the periodontal ligament and on the periodontal bone do not exceed the threshold promoting a dental movement. The aim of the biomechanical forces is to minimize the unwanted side effects and to maximize the desired dental movements.
Dimostrare come con l'uso delle miniviti sia possibile risolvere una malocclusione di II classe dento-scheletrica senza la collaborazione del paziente sfruttando il differenziale di crescita per migliorare il rapporto scheletrico. Le miniviti sono state posizionate in una paziente in dentizione mista (età vertebrale CS1) con malocclusione di II classe dento-scheletrica e usate come mezzo di ancoraggio durante il trattamento fisso multibracket. La correzione della II classe dento-scheletrica è stata ottenuta in poco tempo, bondando solo l'arcata superiore e senza la collaborazione della paziente. Le miniviti possono essere di ausilio nei casi in cui non sia possibile far affidamento sulla collaborazione del paziente, permettendo di avere una correzione dento-scheletrica di II classe rapida, precoce e no compliance. To demonstrate how class II malocclusion can be corrected with the aid of miniscrews, without the patient's cooperation, by exploiting the growth differential to improve skeletal relationships. Miniscrews were used to provide anchorage during multibracket treatment of dentoskeletal class II malocclusion in a patient with mixed dentition (vertebral bone age CS1). Dentoskeletal class II malocclusion was corrected rapidly – without the patient's cooperation – using upper-arch bonding alone. Miniscrews can be a useful aid for achieving rapid, early correction of dentoskeletal class II malocclusion in noncompliant patients.
Il trattamento combinato chirurgico-ortodontico per il recupero dei canini mascellari inclusi si è sviluppato notevolmente negli ultimi anni, considerando non solo il management dei tessuti duri e molli, ma anche delle forze di trazione. Lo scopo del presente lavoro è descrivere una tecnica combinata chirurgico-ortodontica per il trattamento di un canino incluso mascellare, valutandone i risultati funzionali ed estetici nel follow-up a medio termine (5 anni). P.B., di 13 anni, si è presentato presso il reparto di Ortognatodonzia del Policlinico Tor Vergata per una visita ortodontica. Dalle indagini radiografiche si evidenzia la malposizione intraossea dell’elemento 2.3 in una dentizione mista tardiva e si è deciso pertanto per il suo recupero in arcata attraverso un approccio combinato ortodontico-chirurgico. Nel follow-up a 5 anni il paziente si è presentato con una buona stabilità occlusale. L’elemento riposizionato ortodonticamente in arcata presenta adeguata porzione di tessuto cheratinizzato vestibolare e un margine che segue l’andamento della giunzione amelo-cementizia, assenza di sanguinamento al sondaggio, una profondità di tasca <4 mm e assenza di perdita ossea visibile radiograficamente. Il trattamento combinato chirurgico-ortodontico (eruzione “chiusa” verso il centro della cresta alveolare con l’applicazione dei principi di una chirurgia conservativa, della tecnica adesiva e della trazione ortodontica controllata) simula l’eruzione fisiologica dentale, ottenendo un corretto allineamento in arcata associato a condizioni di salute parodontale. Dovrebbe quindi essere considerato come trattamento di scelta per i denti inclusi, almeno quando la loro posizione e l’assenza di anchilosi permetta la loro eruzione. Combined surgical-orthodontic treatment of impacted maxillary canines has advanced significantly in recent years, regarding management of both hard and soft tissues and forces of traction. The aim of this report is to describe a combined surgical-orthodontic approach used to treat an impacted maxillary canine and to evaluate the functional and esthetic results after 5 years of follow-up. A 13-year-old boy was seen in the Operative Unit of Orthodontics of Policlinico Tor Vergata in Rome. Radiographic images showed intraosseous impaction of tooth no. 2.3 in a setting of late mixed dentition, and the patient was scheduled for the combined surgical-orthodontic treatment. Five years after the combined treatment, the patient presented good occlusal stability. The maxillary canine that had been orthodontically repositioned showed keratinized mucosa of adequate width on the facial side with a margin that followed the course of the enamel-cement junction. Bleeding was absent on probing, the periodontal pocket depth was <4 mm, and there was no radiographically evident bone loss. The combined surgical-orthodontic technique used in this case (closed eruption towards the center of the alveolar ridge associated with conservative periodontal surgery, the acid-etch technique, and controlled orthodontic traction) simulates physiological tooth eruption and results in proper alignment with good periodontal results. It should thus be regarded as the treatment of choice for impacted teeth whose eruption is not precluded by the position of the tooth and/or the presence of ankylosis.
Scopo del lavoro è focalizzare l’attenzione sugli odontomi, i tumori odontogeni più comuni e la loro associazione con il ritardo di eruzione degli incisivi permanenti. Attraverso l’analisi della letteratura sono state esaminate le varie teorie eziologiche e le diverse classificazioni degli odontomi. Sono stati analizzati inoltre i mezzi diagnostici e le opzioni terapeutiche a disposizione per il trattamento di tali lesioni associate a incisivi in malposizione intraossea. L’associazione tra ritardo di eruzione degli incisivi e odontomi è molto frequente. La diagnosi precoce è importante per il successo del trattamento. L’espansione rapida palatale, dopo la rimozione chirurgica della lesione, è consigliata in quanto facilita l’eruzione spontanea dell’elemento o, comunque, determina un miglioramento della sua posizione intraossea rendendo più conservativo il successivo intervento chirurgico-ortodontico. The paper presents a discussion on odontomas and their relationship with incisors’ delayed eruption. Odontomas can present in various form and they can cause a variety of complications in the developing dentition including incisors’ impaction. This article reviews diagnosis and options for the management of odontomas. There is a strong relationship between odontomas and incisors’ delayed eruption. Early diagnosis and appropriate management can bring successfully the impacted incisor into occlusion. Rapid maxillary expansion treatment, following the surgical removal of the odontomas, appears to be an efficient interceptive approach.
Lo scopo del presente studio è stato quello di analizzare le anomalie dentarie dell’arcata mascellare in soggetti con schisi per individuare quale tipologia fosse maggiormente interessata, quali anomalie risultassero più frequenti e quali elementi dentari fossero più colpiti. Sono state analizzate ortopanoramiche (OPT), TC Dental Scan, foto intraorali e modelli studio di 18 soggetti, 10 maschi e 8 femmine, con età media di 11,2 anni con schisi completa o parziale, bi- o monolaterale. È stata valutata la presenza di: soprannumerari, agenesie, anomalie di forma e volume, ectopia, distopia, eterotopia, rotazioni e inclusioni. Per le anomalie sono state riscontate le seguenti prevalenze: agenesie 22,5%, anomalie di posizione 19,3%, rotazioni 17,7%, anomalie di forma 16,1% e inclusioni 14,5%. Per gli elementi dentari colpiti è stata riscontrata la seguente prevalenza: l’incisivo laterale 45,1% e il centrale 32,2%, canino 14,5%, secondo premolare 6,4%. Gli incisivi laterali erano più frequentemente agenesici (39,2%) o inclusi (21,4%), mentre i centrali erano ruotati 50% o presentavano anomalie di forma 20%. I canini erano quasi sempre ectopici (66,6%) o inclusi (23%). I secondi premolari erano agenesici (25%), inclusi (25%), sovrannumerari (25%) o alterati per forma o volume (25%). Le anomalie dentarie risultano molto frequenti nei soggetti con schisi. La loro individuazione è fondamentale per la progrmmazione terapeutica e la gestione di tali pazienti. The purpose of this study was to investigate dental abnormalities in children with cleft lip and palate (CLP) in order to identify the most prevalent anomalies and the teeth most frequently affected. We analyzed orthopanoramics X-rays (OPT), computed tomography Dental Scans, clinical records, and dental casts from 18 consecutive patients (10 boys, 8 girls; mean age 11.2 years, range: 6 to 18), with CLP (complete or incomplete, mono- or bilateral) and recorded the presence of the following anomalies: supernumerary teeth, agenesis, shape and size anomalies, ectopic and dystopic eruptions, rotations and retained teeth. The most frequent abnormalities were: agenesis (prevalence: 22.5%), ectopic and dystopic eruption (19.3%), rotations (17.7%), shape and size anomalies (16.1%), and retained teeth (14.5%). The most frequently affected teeth were the lateral (45.1%) and central incisors (32.2%), the cuspids (14.5%), and the second bicuspid (6.4%). Lateral incisors were usually missing (39.2%) or retained (21.4%), while central incisors were more often rotated (50%) or deformed (25%). The cuspids were ectopic (66.6%) or retained (23%), while the bicuspids were missing (25%), retained (25%), or presented alterations in number (25%) or shape/size (25%). Each subject presented at least one dental anomaly. This high frequency indicates that identification of these anomalies is fundamental for appropriate management of cleft lip and palate.
Valutare la stabilità posturale e l’appoggio plantare in bambini affetti da morso crociato monolaterale funzionale. Sono stati presi in esame 24 soggetti: 12, che presentavano un crossbite monolaterale con latero-deviazione funzionale della mandibola (gruppo studio); 12, senza alcuna problematica trasversale (gruppo controllo). Per ogni soggetto è stato eseguito un esame baropodometrico a occhi aperti e un esame stabilometrico a occhi chiusi e a occhi aperti. Sono state valutate le variabili: distribuzione percentuale del carico del piede destro e del piede sinistro, lunghezza e velocità media delle oscillazioni del baricentro corporeo durante la registrazione a occhi chiusi. Per ogni valore sono stati calcolati media e deviazione standard. L’analisi statistica è stata eseguita con il T-test di Student. Le variabili Lunghezza del gomitolo e Velocità sono risultate avere valori differenti in misura statisticamente significativa. La presenza di morso crociato monolaterale risulta influenzare la stabilità posturale dei pazienti presi in esame. To evaluate the body posture and plantar arches of patients with posterior unilateral crossbite. We examined 24 patients: 12 with posterior unilateral crossbites (study group) and 12 with no orthodontic problems in the transversal plane (controls group). Each participant was subjected to a baropodometric evaluation with the eyes open and stabilometric evaluations with the eyes closed and open. These variables were evaluated: percentage of body weight distributed on each foot, length and velocity of oscillations from the body's center of pressure (COP) during testing with the eyes closed. Mean values and standard deviations were calculated for each variable. The Student's t-test was used to compare postural parameters of the two groups. The two groups differed significantly in terms of the length and velocity of sway. Posterior unilateral crossbite seems to influence postural stability.
Aim of this study is to evaluate the efficiency of Slow Maxillary Expander (SME) in the correction of transversal deficiency of the maxilla in adult patients, focusing on: intermolar and intermaxillary width and amount of dento-alveolar tipping. This study was conducted on a sample of 16 patients (average age 31.6 years) in permanent dentition. Criteria for inclusion in the study are: non growing patients and availability of pre (T0) and post treatment (T1) postero-anterior teleradiographs. On these teleradiographs, a cephalometric analysis was conducted to evaluate dental and skeletal modifications. Intermolar and intermaxillary width are significantly increased (+5 mm and +3 mm respectively). Molar tipping is slightly increased at the end of expansion (+2.4°). The study shows that the SME can be regarded as an efficient device and a helpful alternative in the treatment of the transverse maxillary deficiency in adults, giving significant dentoalveolar expansion with minimum molar tipping. Obiettivo di questo studio è quello di valutare l’efficacia dell’Espansore Lento Ammortizzato (ELA) nella correzione dei deficit trasversi del mascellare superiore nell’adulto indagando in particolare su diametro intermolare, diametro intermaxillare ed entità di inclinazione dento-alveolare. Lo studio è stato condotto su un campione di 16 pazienti (età media 31,6 anni) in dentatura permanente. Su teleradiografie in proiezione postero-anteriore acquisite a T0 (inizio trattamento) e T1 (fine espansione) sono stati eseguiti tracciati cefalometrici atti a valutare le modificazioni dentali e scheletriche avvenute. La distanza intermolare presenta un incremento medio di 5 mm, quella tra i punti emimascellari di 3 mm. Si evidenzia inoltre un aumento medio di 2,4° di inclinazione vestibolare dei molari superiori. Il dispositivo in esame ha consentito di ottenere aumenti del diametro trasverso con minimo incremento dell’inclinazione degli elementi di ancoraggio.
Scopo del lavoro è di suggerire le corrette indicazioni cliniche all'utilizzo della CBCT (Cone Beam Computerized Tomography) in ortodonzia. Sono stati analizzati vantaggi e svantaggi sull'utilizzo delle CBCT in ortodonzia e vagliate le condizioni per un corretto utilizzo di questa metodica radiologica. Si esprimono i vantaggi della radiologia tridimensionale (3D) rispetto alla radiologia bidimensionale (2D) tuttavia si conferma che non esiste ancora un preciso consenso riguardo all'impiego e alle indicazioni cliniche in ambito ortodontico. The purpose of this article is to provide a minimal set of CBCT (Cone Beam Computerized Tomography) device-related parameters in orthodontics. Benefits and limitations of the cone-beam computerized tomography imaging in orthodontics have been reviewed in order to determine and suggest the proper use of this radiographic technique. The results showed that it is possible to achieve more information from 3D CBCT imaging compare to traditional 2D imaging but there is a lack of evidence-based data of the topic and a wide consensus.