
Questo studio esamina la crescente rilevanza dei diritti umani all'interno del Movimento Olimpico, concentrandosi sulle tensioni tra la neutralità ideologica promossa dal Comitato Olimpico Internazionale e il diritto delle atlete musulmane alla libertà di religione e di coscienza. Utilizzando come caso di studio il divieto imposto dalla Francia alle atlete che rappresentano la squadra nazionale di indossare il velo islamico, l'analisi prende in esame le potenziali violazioni dei diritti umani che ne derivano. Lo studio affronta inoltre il procedimento pendente dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo relativo al divieto, adottato dalla Federazione calcistica francese, di esibire simboli religiosi.
Este artículo analiza la creciente administrativización del proceso penal canónico y sus consecuencias sobre las garantías fundamentales del investigado. A partir de un examen crítico del procedimiento penal administrativo previsto en el can. 1720 CIC, el estudio muestra cómo la concentración de funciones de instrucción, valoración y decisión en una misma autoridad debilita estructuralmente el derecho de defensa, el principio de contradicción, la igualdad de armas y la imparcialidad del órgano decisor. Se examina, asimismo, la valoración de la prueba y la certeza moral exigida para la decisión, prestando particular atención a la fórmula “non constat” y a la dimensión económica del sostenimiento del investigado durante el procedimiento. El trabajo sostiene que estas garantías no constituyen obstáculos a la eficacia de la respuesta penal de la Iglesia, sino condiciones de legitimidad de cualquier proceso - judicial o administrativo - que aspire a tomar en serio la presunción de inocencia y ofrecer un testimonio auténtico de justicia. El estudio se sitúa en continuidad con trabajos anteriores sobre la investigación previa, las medidas cautelares y la comunicación institucional, de los que se distingue por su objeto específico.
Leone XIV ha chiesto che all’interno della Chiesa si proceda a un’analisi alla luce dei principi della dignità umana e dei diritti umani (cfr. 86 Magnifica Humanitas). La svolta ecclesiologica e antropologica del Concilio Vaticano II non è stata adeguatamente assimilata nel diritto canonico, poiché persistono i vecchi presupposti dello Ius Publicum Ecclesiasticum. Alcuni autori rifiutano i diritti naturali (umani) come parte integrante del diritto canonico, mentre altri ammettono che essi possano essere sospesi per ragioni di bene comune ecclesiale. Esiste un notevole divario tra l’esperienza canonica e il magistero in materia di diritti umani. L’articolo analizza tali presupposti nella realtà attuale e propone vie per la loro decostruzione, in accordo con gli insegnamenti magisteriali sulla dignità umana.
L’Autore affronta, in questo breve saggio, il mantenimento in vita della persona grazie ai trattamenti di sostegno vitale (TSV) che la Corte costituzionale, già a partire dall’ordinanza monitoria n. 207 del 2018, ha indicato tra i requisiti e le condizioni necessarie per poter accedere alla morte medicalmente assistita. L’analisi si sviluppa ripercorrendo le diverse tappe della giurisprudenza costituzionale che hanno affrontato la questione che resta un unicum nell’orizzonte comparato internazionale e sulle cui caratteristiche tipizzanti non esiste nessuna convergenza a livello scientifico. Anche se i membri di maggioranza del Comitato nazionale per la bioetica (CNB), in un parere espresso nel 2024, li hanno indicati nella sostituzione delle funzioni d’organo irrimediabilmente compromesse, nel loro carattere invasivo, nella loro intensità e nella loro continuità sul piano temporale che escluderebbe tutti quei presunti TSV di carattere temporaneo. Ritorna così sulla dimostrata necessità, stabilita dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 135 del 2024, che il loro non inizio o la loro sospensione sia causa della morte del paziente in un lasso di tempo molto breve rilevando come anche questo criterio non si avvalga di precisi o non opinabili standard prognostici. E analizza, infine, la sentenza n. 152 della Corte costituzionale depositata il 24 luglio 2026 che è nuovamente intervenuta sulla questione della tipizzazione dei TSV che resta però ancora incerta. Questo perché le sostanziali aperture emerse all’esito della sentenza n. 135 del 2024 non sono state riprese in questa recentissima sentenza che, anzi, si è richiamata a quel parere del CNB del 2024 che, pur a maggioranza, ha tipizzato i TSV in maniera del tutto riduttiva. Un richiamo, questo, fatto però dalla Corte per stigmatizzare il fatto che nell’ordinanza di rimessione sono stati citati, a sostegno delle tesi esposte, alcuni brani espunti dal parere espresso dallo stesso CNB nel 2019 senza confermare l’attualità di quell’improvvisa apertura di cui si è resa protagonista la sentenza n. 135 del 2024 che ha fatto rientrare nel perimetro dei TSV anche quegli atti assistenziali realizzati dai familiari della persona o di chi presta l’assistenza di cui la stessa necessita.
Questo articolo analizza il finanziamento della Chiesa cattolica romana nelle Fiandre nel quadro dei rapporti tra Chiesa e Stato in Belgio. Sebbene Chiesa e Stato siano formalmente separati, i culti riconosciuti ricevono un consistente finanziamento pubblico. La Regione fiamminga riconosce le parrocchie e istituisce fabbricerie (in olandese kerkfabrieken, in francese fabriques d’églises) per gestire i bisogni materiali, mentre i comuni coprono i disavanzi e forniscono alloggi. Il governo federale paga gli stipendi e le pensioni del clero. Radicato nel Concordato del 1801 e sancito dalla Costituzione belga, questo sistema garantisce stabilità istituzionale, ma deve affrontare sfide legate alla secolarizzazione, alla carenza di sacerdoti e alle richieste di riforma. Il dialogo tra la leadership ecclesiastica e le autorità civili è ritenuto essenziale per la sostenibilità futura.