I cateteri venosi centrali o permanenti sono sempre più utilizzati nei nostri Centri dialisi. Una delle problematiche emergenti, legata alla lunga permanenza dei CVC permanenti, è la difficoltà nel rimuoverli, a causa della formazione di tenaci aderenze tra tali dispositivi e la parete vasale. Attualmente per tali complicanze, non esistono linee guida definite. Riteniamo quindi importante condividere le singole esperienze e le procedure utilizzate per la loro rimozione anche per poter definire la reale incidenza del fenomeno, le eventuali complicanze e le migliori strategie da attuare. In questo articolo, descriviamo due casi clinici di difficile rimozione di un CVCp posizionato in vena giugulare interna sin ed i metodi utilizzati per la sua estrazione.
BACKGROUND:Anaemia is a risk factor for death, adverse cardiovascular outcomes and poor quality of life in patients with chronic kidney disease (CKD). Erythropoietin Stimulating Agents (ESA) are the most used treatment option. In observational studies, higher haemoglobin (Hb) levels (around 11-13 g/dL) are associated with improved survival and quality of life compared to Hb levels around 9-10 g/dL. Randomized studies found that targeting higher Hb levels with ESA causes an increased risk of death, mainly due to adverse cardiovascular outcomes. It is possible that this is mediated by ESA dose rather than haemoglobin concentration, although this hypothesis has never been formally tested.METHODS:We present the protocol of the Clinical Evaluation of the Dose of Erythropoietins (C.E. DOSE) trial, which will assess the benefits and harms of a high versus a low ESA dose therapeutic strategy for the management of anaemia of end stage kidney disease (ESKD). This is a randomized, prospective open label blinded end-point (PROBE) design trial due to enroll 900 haemodialysis patients. Patients will be randomized 1:1 to 4000 UI/week i. v. versus 18000 UI/week i. v. of epoetin alfa, beta or any other epoetin in equivalent doses. The primary outcome of the trial is a composite of cardiovascular events. In addition, quality of life and costs of these two strategies will be assessed. The study has been approved and funded by the Italian Agency of Drugs (Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)) within the 2006 funding plan for independent research on drugs (registered at www.clinicaltrials.gov (NCT00827021)).
° Caso clinicoDonna di 70 anni.È affetta da diabete mellito insulino dipendente, ipertensione arteriosa, dislipidemia, cardiopatia ischemica ed arteriopatia obliterante agli arti inferiori per cui ha subito un'amputazione dell'avampiede destro.È in emodialisi tri-settimanale dal 2006 per IRC secondaria a nefropatia diabetico-ipertensiva.Non è mai stato allestito un accesso vascolare nativo o protesico, per un letto vascolare venoso non adeguato.La paziente è quindi in trattamento sostitutivo tramite un CVC permanente Hemoglide, in poliuretano, lunghezza punta-cuffia 23 cm, bilume con punta non splittata, diametro esterno 14.5 FR, posizionato in vena giugulare interna sinistra.La paziente è in terapia cronica con acido acetil salicilico 100 mg/die da anni e non ha mai fatto uso di anticoagulanti orali.Dal 2006 al 2011, il CVCp ha sempre permesso un adeguato trattamento emodialitico senza che siano emerse problematiche di rilievo.A giugno 2011 è programmata la sostituzione del CVCp