To determine the seroprevalence of toxoplasmosis in pregnant women, as well as the proportion of acutely infected and risk factors in the Democratic Republic of Congo.Thirty maternities in Kinshasa were randomly selected and women attending antenatal consultation were invited to participate. They were interviewed with a structured questionnaire about known risk factors (age, meat consumption, contact with soil, and presence of cat) and a venous blood sample was taken. Sera were analysed for total immunoglobulins (Ig) by VIDAS Toxo Competition using Enzyme Linked Fluorescent Assay. IgM was determined by VIDIA Toxo IgM and IgG avidity by VIDAS Toxo IgG avidity.A total of 781 women were included. Median age was 28 years old (IQR: 8.5). And 627 women (80.3%; 95% CI: 77.5–83.1) were found to be positive to total Ig and 17 out of 387 (4.4%; 95% CI: 2.3–6.4) were positive to IgM. IgG avidity was low for 2 (11.8%) women, intermediate for 2 (11.8%) and high for 13 women (76.4%). There was no statistically significant association between Toxoplasma gondii infection and any risk factors assessed.In Kinshasa, toxoplasmosis endemicity is highly prevalent. One woman out of twenty five had a recent toxoplasmosis infection and 20% were not protected against primo-infection, indicating a need for measures to prevent and control toxoplasmosis during pregnancy.
fronto con quella dei sistemi VIDAS (BioMérieux), AXSYM (Abbott) e LIAISON (DiaSorin) per la rivelazione degli anticorpi IgM e IgG anti Toxoplasma gondii utilizzando campioni clinici in uno studio di tipo retrospettivo e prospettico.
ABSTRACT Detection of Plasmodium ovale by use of a nested PCR assay with a novel Plasmodium ovale primer set was superior to detection of Plasmodium ovale by real-time PCR assays. Nested PCR was also better at detecting P. malariae . The detection of P. ovale in many patients first admitted >2 months following their return to Italy indicated that P. ovale relapses are common.
trattare tempestivamente i neonati infetti e dall'altra per evitare una terapia lunga e poco maneggevole a neonati non infetti.Scopo di questo studio è stato di valutare l'accuratezza diagnostica del test IgG IgM Western-blot (IgG IgM-WB LDBIO Lyon France) in uso nel nostro laboratorio da diversi anni.
Rapid identification of porcine Brachyspira species is required in order to differentiate pathogenic from non-pathogenic species.The aim of our study was to compare a recently described genetic method based on polymerase chain reaction (PCR) and restriction fragment length polymorphism (RFLP), nox RFLP-PCR assay, and three species-specific PCRs described previously in the literature with a 46S rRNA gene RFLP-PCR discriminatory reference assay (16S RFLP-PCR) for the identification of Brachyspira spp. of swine origin.In this study, 20 porcine spirochaetal strains were identified and compared to 33 reference strains by 16S RFLP-PCR and nox RFLP-PCR and three species-specific PCRs.RFLP-PCR methods showed concordant results for 47 strains and discordances for 6 strains (2 differently identified and 4 not revealed by nox RFLP-PCR). In our hands species-specific PCRs showed concordant results with 16S and nox RFLP-PCR for 43 strains and discordances for 10 strains (2 differently identified and 8 not amplified).The same results observed testing the 20 field-isolated spirochaetes were obtained for the corresponding porcine faecal samples. The detection limit was 10(2)-10(3) cells/g of facces for 16S rRNA gene PCR and 104 cells/g of faeces for nox PCR.In our experience nox RFLP-PCR appeared successful for the speciation of B. hyodysenteriae reserving 16S RFLP-PCR for all other pathogenic and non-pathogenic Brachyspira species. Among the species-specific PCR assays tested only that for B. pilosicoli was useful in our hands. (c) 2006 Elsevier B.V. All rights reserved.
L'ECPS consisteva in: a) osservazione macroscopica; b) osservazione microscopica diretta; c) osservazione microscopica dopo arricchimento formoloetere/etilacetato (FEA); d) microscopia ottica dopo colorazione di Giemsa.Risultati.parassita BAMBINI ADULTI TOTALI (38) (53) (91) G. duodenalis 8 21.1% 3 5.7 % 11 12.1% D. fragilis 11 28.9% 17 32.1% 28 30.8%B. coli 0 -1 1.9 % 1 1.1 % TOTALE PROTOZOI 19 50.0%21 39.6 % 40 44.0%PATOGENI A. lumbricoides 7 18.4% 7 13,2% 14 15,4% T. trichiura 1 2.6 % 1 1,9% 2 2,2% E. vermicularis 1 2.6 % 0 -1 1,1% F. hepatica 0 -1 1.9 % 1 1,1% H. nana 2 5.3 % 1 1.9 % 3 3,3 TOTALE ELMINTI 11 28.9 % 10 19.9% 21 23.1% PATOGENI Negativi 13 34.2 % 17 32.1% 30 33.0% Protozoi non patogeni 5 13.2 % 10 18.9% 15 16.5%Conclusioni.In parte si conferma quanto non ufficialmente segnalato negli ultimi 6 mesi e nel corso degli anni, con la netta prevalenza, tra gli elminti, dell'ascaridiasi, mentre in parte si evidenzia come l'applicazione del FEA abbia aumentato le positività sia di parassiti già reperiti all'esame diretto sia di parassiti inizialmente non evidenziati, e come l'utilizzo della colorazione di Giemsa abbia permesso di individuare D. fragilis, mai segnalata prima, come il protozoo ed il parasita in assoluto più frequente (30.8%).
Microbiologia M e d i c a 176 epatiti croniche che vengono trattate con terapie a base di farmaci antivirali, quali Lamivudina, Adefovir, Entecavir.Il trattamento con questi farmaci porta spesso all'insorgenza di varianti resistenti, che possono essere messe in evidenza con metodi di sequenziamento del gene P. Metodi e risultati.Riportiamo i dati relativi al monitoraggio del trattamento di 90 pazienti in terapia con Lamivudina o Adefovir per un periodo di due anni.Nel caso delle resistenze a Lamivudina, dopo due anni, il 58% dei pazienti (52 casi) non dimostrava la presenza di mutazioni di resistenza.Invece in 12 casi (13%) è risultata presente la singola mutazione M204I; in 8 casi (9%) le due mutazioni M204I e L180M; in 16 casi (18%) le due mutazioni M204V e L180M; e in 2 casi (2%) le tre mutazioni M204I, L180M, V173L.Solo 4 di questi 90 pazienti sono stati trattati anche con Adefovir per almeno due anni.Tra questi, solo un caso è risultato positivo per le due mutazioni A181V e N236T.Interessanti però sono i dati relativi alla comparsa di altre mutazioni, in corso di terapia con Lamivudina, e che potenzialmente possono pregiudicare i successivi eventuali trattamenti con altri farmaci antivirali.In 13 casi su 90 (14%) sono comparse le mutazioni A181S (1 caso), Q215S (10 casi), V214A (1 caso) e I233V (1 caso).Queste mutazioni possono essere responsabili di resistenza ad Adefovir.In 9 casi su 90 (10%) sono comparse le mutazioni M250L (3 casi), M250V (1 caso), T184S (4 casi) e T184I (1 caso).Queste mutazioni possono essere responsabili di resistenza ad Entecavir.Conclusioni.
ta determinando la suscettibilità verso i farmaci di prima e di seconda scelta, il genotipo di resistenza tramite real time PCR, RFLP-PCR e sequenziamento e tipizzando i ceppi mediante IS-RFLP e spoligotyping.I dati sono raccolti in un database accessibile a tutti i partecipanti al progetto.Risultati.In tre anni di studio sono stati raccolti circa 700 campioni di escreato e isolati quasi 600 ceppi di MTB, di cui 307 sono isolati seriali da 89 pazienti.Ceppi MDR sono stati rilevati in più del 20% dei pazienti.Circa la metà dei ceppi è raggruppata in cluster con identico fingerprint e spoligotype.L'analisi dei polimorfismi nucleotidici mediante real time PCR ha evidenziato la presenza di una batterica popolazione mista, wild type e mutata per alcuni marker di resistenza, nel 51% dei pazienti (34/66).La presenza di popolazioni batteriche eteroresistenti è stata confermata con tre tecniche molecolari indipendenti su campioni prelevati in duplicato e analizzati in sedi diverse.Conclusioni.L'analisi statistica e la valutazione del significato clinico dei dati ottenuti sono attualmente in corso.
Detection of Entamoeba histolytica, the causative agent of amoebiasis, is an important goal of the clinical parasitology laboratory. The identification of Entamoeba dispar as a morphologically identical but non-pathogenic species has highlighted the need for non-microscopic detection methods able to differentiate between the two organisms. In this study we evaluated the utility of conventional PCR and real-time PCR as methods for identification and differentiation of E. histolytica and E. dispar. The second aim of this study was to determine the relative proportions of infections caused by E. histolytica and the non-pathogenic E. dispar, allowing a picture of the epidemiological situation in a non-endemic setting to be obtained. One hundred and sixty-six clinical samples (faecal and liver abscess samples and one intestinal biopsy) belonging to 108 patients were analysed. More patients with E. dispar infection (8.3%) than patients with E. histolytica infection (5.6%) were found by both PCR assays. It is concluded that routine diagnosis of invasive amoebiasis performed by a combination of microscopy, culture and serology should be complemented with a PCR assay such as real-time PCR that offers a practical and clinically acceptable alternative for rapid and accurate diagnosis of amoebic infection in patients presenting with symptoms indicative of this disease.
In questo studio sono stati valutati due saggi di Real-time PCR ed un saggio di nested PCR per la diagnosi molecolare di toxoplasmosi da applicare nei casi dove la diagnosi sierologica potrebbe essere di difficile interpretazione.Metodi.Campioni biologici sperimentalmente addizionati di tachizoiti di T.gondii coltivati in cellule VERO e opportunamente diluiti, sono stati utilizzati per valutare la sensibilità di due Real-time PCR ("TaqMan" e "FRET") e di una nested PCR, aventi come bersaglio una regione di 529 pb, ed i geni 18S RNA e B1 di T.gondii, rispettivamente.La specificità è stata valutata sottoponendo agli stessi saggi DNA di Plasmodium spp., Cryptosporidium spp.e Leishmania infantum.Sono stati anche saggiati mediante nested-PCR 46 campioni biologici (16 liquidi amniotici, 13 campioni di sangue, 7 liquor, 7 biopsie tissutali e una da linfonodo e 2 campioni di umor vitreo) di donne gravide o pazienti immunodepressi con sospetta infezione da T.gondii.Risultati.La sensibilità analitica è risultata 10 3 tachizoiti/ml (nested e Real-time PCR "TaqMan") e 10 2 tachizoiti/ml ("FRET").Nessun segnale di PCR è stato osservato saggiando il DNA di Plasmodium spp., Cryptosporidium spp.e Leishmania infantum.Tre dei 46 campioni esaminati (2 liquor, 1 biopsia cerebrale) sono risultati positivi per la presenza del DNA di T.gondii.Conclusioni.I saggi di PCR valutati sono sensibili e specifici; in particolare, la FRET-PCR è risultata la più sensibile, probabilmente a causa del maggior numero di copie della sequenza bersaglio presenti nel DNA di T.gondii.I saggi di Real-time PCR sono di semplice esecuzione e forniscono risultati in tempi più brevi rispetto ai sistemi convenzionali di PCR, riducendo anche il rischio di contaminazione, rendendone così utile l'applicazione in campo diagnostico soprattutto nella nostra realtà in cui nel 2005 la prevalenza dell'infezione da Toxoplasma gondii rilevata su sieri di 3.997 soggetti è stata del 31.57%.
Introduzione.L'aumento del numero dei viaggiatori provenienti dall'Africa occidentale, zona endemica per malaria, ha causato in Italia, e parallelamente nel nostro laboratorio, un aumento della prevalenza dei casi di infezione da P. ovale tra i casi di malaria di importazione.In questo studio riportiamo 22 dei 106 casi di malaria diagnosticati nel periodo 1999-2004, per i quali è stato necessario l'utilizzo di differenti saggi molecolari per una corretta identificazione.Metodi.Ventidue campioni di sangue di pazienti con sospetta malaria, sono stati sottoposti ad osservazione microscopica, a 18S-rDNA nested-PCR genere-specifica e a tre PCR specie-specifiche (nested-PCR 1993(nested-PCR , 2002(nested-PCR e 2004) che utilizzano tre diverse coppie di "primers" per l'identificazione di P. ovale.Gli ampliconi ottenuti sono stati sottoposti ad analisi di sequenza.Risultati.Mediante esame microscopico 3 campioni erano positivi per P. falciparum, 7 per P. vivax, 8 per P. ovale, 1 per Pv/Po e 3 erano negativi.Tutti i 22 campioni erano positivi mediante nested-PCR genere-specifica.La nested-PCR 1993 e la nested-PCR 2002 hanno identificato 14 e 17 P. ovale, rispettivamente.Solo la nested-PCR 2004 ha identificato tutti i 22 campioni come appartenenti alla specie P. ovale: 20 infezioni singole e 2 miste (1 Pf+Pm+Po e 1 Pf+Po).L'analisi di sequenza degli ampliconi ha confermato in tutti i casi, la presenza del DNA di P. ovale.
The aim of this study was to compare and evaluate the time required to isolate Brachyspira hyodysenteriae and Brachyspira pilosicoli from porcine faeces. This was done using previously described selective media (spectinomycin) S400, (colistin, vancomycin and spectinomycin) CVS and (spectinomycin, vancomycin, colistin, spiramycin and rifampin with swine faecal extract) BJ, compared with the method based on blood agar modified medium, with spectinomycin and rifampin (BAM-SR), including a pre-treatment step. Fourteen spirochaetal strains were obtained in pure cultures after 5 days (48 h in BAM-SR primary plate and three passages every 24 h in brain heart infusion (BHI) without antibiotics) pre-treating simulated samples in brain heart infusion broth with spectinomycin (400 mug/ml) and rifampin (15 mug/ml), before streaking on the selective BAM-SR medium.Spirochaetes from samples in S400, CVS and BJ, with and without pre-treatment, were obtained in pure cultures only after repeatedly transferring on plates of the same selective medium requiring 15-18 days according to the strain. BAM-SR used after the pre-treatment step showed a detection limit ranging from 3.5 x 10(2) to 6.7 x 10(7) cells/g faeces and was the only method able to support the growth of spirochaetes after 48 h. (C) 2004 Elsevier B.V. All rights reserved.