In poche lettere dello Studio bbpr a Saul Steinberg, tra luglio e agosto 1954, viene definita l’idea del Labirinto dei Ragazzi per la X Triennale di Milano. Il filo del racconto di Steinberg si dipana lungo le spirali del labirinto senza staccare la matita dal foglio e adotta i riferimenti visivi che incontra oltre il muro; i disegni sono organizzati sopra e sotto una lunga linea, orizzonte tra acqua e cielo, ma anche spiazzante piano di ribaltamento ortogonale. I labirinti relazionali delle amicizie e delle collaborazioni di Saul Steinberg sono tanto interessanti e trasversali quanto i labirinti architettonici, cosi come l’interazione tra le discipline artistiche non e nuova nell’esperienza dello Studio bbpr. Le riflessioni del disegnatore su questo tema vengono riprese sei anni dopo, quando Rogers lo invita nuovamente a collaborare: le pareti dell’androne e del portico della palazzina Mayer sono ricoperte da Steinberg con una grande rappresentazione urbana ricca di implicazioni simboliche
A partire dal 1932 si assiste ad una svolta nella ricerca sull’edilizia popolare, con i progetti per Milano di Albini, Camus e Palanti che, tra il 1936 e il 1941, realizzano tre quartieri dai caratteri fortemente unitari, basati sull’accostamento di elementi tipo uguali, secondo un principio economico ed estetico di «massima unificazione». La varieta compositiva e nelle altezze dei fabbricati, in attenzioni anticipatrici di carattere ambientale, nella ricerca di una modernita attraverso la sperimentazione di nuovi materiali e una primitiva prefabbricazione leggera. In questo gruppo di giovani architetti razionalisti Franco Albini e il piu vicino per chiarezza di obiettivi a Giuseppe Pagano, direttore di ‘Casabella’, che conduce in questi anni la sua battaglia per la «citta di domani» su temi come l’inscindibilita di urbanistica e architettura, la standardizzazione edilizia, il rapporto meccanico e speculativo tra la crescita delle periferie e il ridisegno della citta antica
Nella cultura e nella pratica del progetto, nei primi decenni del Novecento, si evidenziano nuove relazioni tra unita-alloggio e formazione dello spazio urbano. In sintonia con le ricerche e le esperienze sulla residenza popolare dei paesi del centro e nord Europa, in Italia si assiste a una svolta significativa con i progetti per Milano di Albini, Camus e Palanti che, tra il 1936 e il 1941, realizzano tre quartieri di ‘matrice razionalista’ dai caratteri fortemente unitari. Gli elementi distintivi della loro identita - ‘alloggi minimi’ e spazi aperti a verde - risultano oggi legati a situazioni di criticita. Lo spazio reale e abitato soffre di alcune insufficienze fisiche che agiscono sugli attuali livelli d’uso degli alloggi, degli spazi comuni interni e degli spazi aperti. Gli scritti presentano alcuni risultati della ricerca ‘Riabitare il Novecento’, incentrata sul recupero dell’edilizia residenziale pubblica del XX secolo
Progettata per lo Stadio Nazionale di Roma nel 1932 e rimontata due anni dopo a Milano nel moderno impianto sportivo realizzato dal comune, la pista in listelli di Pino Siberiano di Clemens Schuermann, incassata nel terreno e protetta dalle gradinate, deve la sua scorrevolezza a una magica armonia di pendenze e raccordi, e gode di una particolare visibilita percettiva dell’insieme. Danneggiata da una bomba nel 1943, rinata tre anni dopo per essere famosa nel mondo, arena di concerti negli anni ’60 e di veglie e contestazioni nei ’70, crollata per la neve nel 1985, riaperta nel 1986 e chiusa nel 1988, restaurata scientificamente nel 1996, stadio di pugilato e di football americano, cinodromo e moschea, custodisce nel racconto tormentato e fantastico delle sue numerose vite una testimonianza significativa della citta di Milano