
La chirurgia epatica robot-assistita ha conosciuto un notevole sviluppo negli ultimi anni. Il robot offre innegabili vantaggi, con l'eliminazione del tremore fisiologico, una maggiore precisione nella dissecazione e nella sutura e una visione tridimensionale (3D), unita alla possibilità di uno zoom adattativo. Il livello di evidenza del beneficio clinico della chirurgia epatica robot-assistita rispetto a quella laparoscopica rimane basso, ma diversi studi hanno segnalato un tasso inferiore di conversione alla via aperta nelle resezioni complesse e una riduzione del tasso di complicanze globali, delle perdite ematiche e del dolore postoperatorio. La chirurgia epatica robot-assistita è attualmente in fase di avanzamento nell'ambito del quadro IDEAL per le innovazioni chirurgiche, dalla fase 2a “sviluppo” alla fase 2b “esplorazione”. La chirurgia robot-assistita deve rispettare i principi della chirurgia a invasività minima, con una selezione rigorosa dei pazienti, una curva di apprendimento progressiva in termini di difficoltà tecnica e la formazione non solo dell'equipe chirurgica ma anche dell'intera equipe di sala operatoria per migliorare la sicurezza del paziente.
Quarta causa di morte per cancro negli uomini e quinta nelle donne, il cancro allo stomaco è legato nella grande maggioranza dei casi all'adenocarcinoma, anche se esistono altre forme più rare come i carcinomi epidermoide, endocrino o indifferenziato, i tumori stromali, i linfomi e i tumori neuroendocrini. Nonostante i progressi della chemioterapia, della terapia mirata e dell'immunoterapia, la gastrectomia oncologica rimane l'unico trattamento curativo per i cancri non metastatici. Tuttavia, l'intervento è complicato e richiede una buona conoscenza anatomica dello stomaco e competenze tecniche avanzate, come illustrato in questo articolo. La chirurgia a invasività minima si sta sviluppando, e la chirurgia robot-assistita sembra sempre più promettente per il futuro.
La fistola rettovaginale è una comunicazione anomala tra il retto (e per estensione il canale anale) e la vagina attraverso il setto rettovaginale. Il parto è l'eziologia più frequente, rappresentando l'85% delle fistole rettovaginali, seguito dalle fistole postchirurgiche (5-7% dei casi), dalla malattia di Crohn e dalle infezioni criptoghiandolari. La loro gestione è essenzialmente chirurgica, ma richiede un bilancio preoperatorio completo che comprenda almeno un'anoscopia e un'ecografia endoanale. La prima fase del trattamento consiste il più delle volte nel drenaggio mediante setone dopo un esame sotto anestesia. Sono state descritte numerose tecniche chirurgiche, con tassi di successo del 40-80% a seconda della complessità della fistola e della sua eziologia, con la malattia di Crohn responsabile di un alto tasso di recidive. La scelta della tecnica deve essere oggetto di una concertazione pluridisciplinare e dipende dalle dimensioni della fistola, dal suo decorso, dalla sua eziologia, dalla sua localizzazione e dall'esistenza di lesioni sfinteriche o perineali associate.
Negli ultimi due decenni, l'emergere della chirurgia a invasività minima ha cambiato notevolmente le nostre pratiche chirurgiche. Le vie d'accesso laparotomiche sono sempre meno utilizzate, a favore di approcci a invasività minima. Tuttavia, in alcuni casi (urgenza, aderenze intraperitoneali, ecc.) rimangono di rigore e, pertanto, è opportuno conoscerne la realizzazione. L'articolo descrive così le migliori pratiche di realizzazione delle vie d'accesso più utilizzate, consentendo l'accesso a tutti gli organi intraddominali.
L'esofago è la parte iniziale del tubo digerente e trasporta il bolo alimentare dalla faringe allo stomaco. Esso attraverso in successione la regione cervicale, la regione toracica nel mediastino posteriore e il diaframma, per poi terminare nell'addome superiore sboccando nello stomaco. Sono descritte qui in modo classico l'embriologia, l'anatomia descrittiva, le relazioni, la vascolarizzazione e l'innervazione dell'esofago, sottolineando l'importanza della loro conoscenza per la comprensione della patologia e della chirurgia esofagea.