Il saggio esamina l’ordo procedendi del concilio di Pavia-Siena movendo dalle bozze delle nationes presenti al precedente concilio di Costanza, ricche di riflessioni e indicazioni relative al diritto di voto, alla maior et sanior pars, a commissioni, congregazioni generali e sedute solenni. Ci si sofferma in particolare sulla proposta della natio germanica, che va ben oltre gli aspetti tecnici per vagheggiare un ideale ‘metodo del consenso’, inteso come dinamico processo di decision-making. Ci si chiede quindi che cosa avvenne dell’esperienza di Costanza nel diverso contesto pavese-senese e come poté incidere sul processo decisionale l’assenza del pur non lontano Martino V. Alla luce degli eventi si valutano capacità consensuale, efficacia e debolezze dell’ordo, esaminando le tensioni crescenti fino al fallimento definitivo del concilio, e volgendo uno sguardo conclusivo all’eredità pavese-senese di Basilea.
Article Gasparo Contarini, The Republic of Venice. De magistratibus et republica Venetorum. Edited and introduced by Filippo Sabetti. Toronto, ON, University of Toronto Press 2019 was published on February 1, 2022 in the journal Historische Zeitschrift (volume 314, issue 1).
Il saggio propone di considerare gli Studia medievali come spazi di comunicazione politica, e quindi di esaminare se e come in essi si parlasse di impero nella prima metà del Quattrocento. Si presentano pertanto alcuni punti cruciali dell'insegnamento di tre docenti di diritto civile e canonico presso lo Studium di Padova, Raffaele Fulgosio, Francesco Zabarella e Antonio Roselli, impegnati non solo sulla cattedra, ma anche nella vita pubblica e in particolare ai concili di Costanza e Basilea. Sulla base di scritti tipologicamente diversi – commentari, consilia e recollecta universitari – vengono enucleate informazioni e interpretazioni relative ai poteri dell'imperatore eletto ma non ancora incoronato, al sovrano come dominus mundi e all'universalità delle sue leggi, all'obbligo per i pontefici di rispettarne i diritti temporali. I recollecta di uno studente di Roselli, Johannes Hinderbach, e una collettanea del suo collega di studi Johannes Heller permettono di cogliere l'interesse che tali questioni poterono suscitare fra studenti destinati a svolgere ruoli di rilievo alla corte imperiale e nelle chiese. La ricchezza dei dati raccolti e la vivacità dell'interesse riscosso fra il pubblico studentesco porta a concludere che il "discorso sull'impero", se considerato in una prospettiva più ampia rispetto alla tradizionale storia delle idee, mantenne intatta la sua vitalità e attualità nel milieu universitario dell'Italia quattrocentesca.
Article Miri Rubin, Cities of Strangers. Making Lives in Medieval Europe. Cambridge, Cambridge University Press 2020 was published on June 1, 2021 in the journal Historische Zeitschrift (volume 312, issue 3).
No AccessMedicina, musica e politica fra Studia e corti. Hermann Poll, ca 1370–1401Daniela RandoDaniela Randohttps://doi.org/10.7767/9783205211648.197SectionsPDF/EPUB ToolsAdd to favoritesDownload CitationsTrack Citations ShareShare onFacebookTwitterLinkedInRedditEmail About Previous chapter Next chapter FiguresReferencesRelatedDetails Download book coverVeröffentlichungen des Instituts für Österreichische GeschichtsforschungVolume 76 1. AuflageISBN: 978-3-205-21162-4 eISBN: 978-3-205-21164-8HistoryPublished online:October 2020 PDF download
The only extant copy of the 1395 Constitutions of the Faculty of Law of the University of Pavia has come down to us through a fifteenth-century manuscript kept in Basel. This article tackles facts and reasons leading to the commissioning of this manuscript in the context of the refoundation and early development of the University of Basel (1460). Basel adopted constitutions and organization models peculiar to Pavia and other universities in order to imitate "ritum et stilum vniversitatum Ytalie". Champions of a successful recruiting policy, jurists from Pavia employed by the University of Basel transferred books and knowledge, their experience contributing to the lively debates revolving around the rising Faculty of Law. The active transfer of institutional models, books and lecturers from Pavia and Turin, is a tile of the cultural and "geopolitical" mosaic of the post-conciliar period that still needs to be explored from multiple angles.