
L’interesse emerso negli ultimi anni per i ricettari ha favorito la diffusione di glossari specialistici e studi linguistici che hanno permesso di integrare alla tradizionale analisi dei contenuti di questi testi una loro viva rivalutazione in campo linguistico. Meno approfondita, invece, appare oggi l’indagine delle strutture sintattiche dei tardi ricettari di ambito artistico, testimoni imprescindibili della progressiva evoluzione in direzione della più matura forma testuale del trattato rinascimentale. Il contributo si propone dunque di indagare le strutture formulari e i moduli sintattici che caratterizzano il testo del Trattato della miniatura, una raccolta cinquecentesca di 104 ricette per la preparazione dei colori e la realizzazione di elementi paesaggistici, vesti e incarnati. Particolare attenzione sarà dedicata all’analisi dei costrutti sintattici ricorsivi che caratterizzano gli snodi espositivi fondamentali delle ricette (titoli, incipit, elementi incaricati di scandire le diverse fasi del procedimento). Si confronteranno gli esiti dell’indagine con gli studi finora condotti sulla lingua dei ricettari, per valutare in che misura persistono i fenomeni sintattici caratteristici del genere e attraverso quali modalità essi si evolvono in direzione dell’adozione di strutture più ampie e regolarizzate.
L’articolo presenta una ricerca sulla sovradeterminazione modale nei volgari settentrionali, mediani e meridionali (1300-1420). Scopo del lavoro è allargare la base di dati relativa a questo fenomeno, già minuziosamente indagato – ma con quasi esclusivo riferimento a testi toscani – da Franca Brambilla Ageno (1964). Dallo spoglio si ricavano informazioni utili al più generale approfondimento della sintassi dei verbi modali, dato che il tratto ricorre non solo nel latino tardo e nell’italoromanzo medievale, ma anche in altre varietà antiche e moderne (neolatine e non solo).
L’articolo prende in esame quattro lettere, stando ai dati a nostra disposizione ancora inedite, del breve carteggio tra Giuseppe Ungaretti e Jorge Guillén. Ripercorrendo le tappe degli scambi epistolari, scopo del contributo è ricostruire il contesto e definire il profilo, letterario e umano, di alcune delle personali occasioni d’incontro tra i due poeti.