
Questo contributo si propone di fornire una ricostruzione interpretativa sull'uso dello spazio interno della capanna A9 nel villaggio del Bronzo Antico (BA) di Mursia a Pantelleria (TP); la struttura, distrutta da un incendio, conservava un insieme cospicuo di manufatti e ecofatti, dall’alto potenziale informativo, che ha indirizzato verso un’analisi microspaziale. Le ipotesi riguardanti l'uso dello spazio interno sono state elaborate considerando il repertorio vascolare e gli strumenti in pietra polita e pesante. Dapprima, si è proceduti all’esamina delle caratteristiche tecnico-morfologiche di queste due categorie di manufatti che hanno consentito di definire un insieme di ipotesi plausibili riguardo allo spettro delle attività in cui erano impiegati; in seconda istanza le potenziali funzioni per ciascuna categoria di oggetti sono state valutate alla luce del contesto di rinvenimento. I dati raccolti suggeriscono che la capanna A9, nelle fasi di vita immediatamente precedenti all’incendio, fosse un'unità di tipo domestico, preposta principalmente allo svolgimento di funzioni legate alla cottura e alla preparazione/manipolazione di cibi e/o sostanze; funzionalmente complementare ad altre strutture e/o aree all’aperto, la capanna sembra verosimilmente integrata in un'unità di cooperazione economica e sociale più ampia, che condivide spazi e strutture utilizzati per funzioni diverse e/o parzialmente sovrapposte.
The settlement of Or Murales, situated about 800 m above sea level in the Supramonte di Urzulei (Nuoro) near the Codula 'e Ilune stream, is located near a road that led from the coast (about 7 km away) to the inland. It consists of circular or sub-circular structures grouped into at least three blocks close to each other. The total extent of the settlement is still unclear due to the thick vegetation that covers many of the structures, either partially or completely. The study of ceramic materials has made it possible to date the archaeological complex to the Late Bronze Age, also revealing some peculiarities relating to ceramic production that could constitute regional characteristics of the protohistoric communities living above the mountains. The publication of results of the study may be a starting point for understanding the settlement dynamics of protohistoric communities in Supramonte, a rugged and sometimes inhospitable territory, but one that has been of great importance since ancient times due to its geographical location.
Several Nuragic sites in Anglona (northwestern Sardinia) are presented, characterized by settlements on difficult-to-access hills, fortified with sections of walls built according to the standard Nuragic technique in regular rows. It is suggested that they derive from Copper Age megalithic walls (common in Anglona) and that they are older than the classical nuraghe.
The workshop, which took place on October 7, 2024, at the Department of History and Culture of the University of Bologna, examined the theme of so-called megalithic walls. This subject falls within the broader context of the monumental structures that characterized late prehistory in Europe, with Sardinia offering the best-known examples of Nuragic constructions, proto-Nuraghi and Nuraghi, dating back to the 2nd millennium BC. The day's program provided an update on the state of knowledge and at the same time addressed the epistemological and methodological aspects to be applied to research, starting with the terminology to be assigned to the little-known and complex protohistoric walls.
Con il presente contributo ci si propone di fornire un quadro d’insieme della problematica relativa all’impiego della terra cruda nelle costruzioni nuragiche, tematica poco trattata in confronto ai numerosi studi dedicati alle ben più diffuse e monumentali strutture in pietra. Attraverso la valutazione dei dati editi, spesso problematici, relativi a tutto il lungo percorso temporale della civiltà nuragica, si analizzano le evidenze legate all’impiego della terra cruda e le connessioni con alcune questioni particolari come l’interpretazione delle strutture infossate o la possibilità dell’uso della terra cruda nei sistemi di copertura.